fonte: Carabinieri

Fiesso Umbertiano (RO), sequestrato capannone con 5mila metri cubi di rifiuti

I rifiuti, in prevalenza di natura plastica e residui tessili, ammassati fino a lambire il soffitto della struttura stessa, erano stoccati illegalemente

Un capannone pieno di rifiuti stoccati illegalmente è stato individuato dai Carabinieri a Fiesso Umbertiano, in provincia di Rovigo. Il capannone conteneva circa 5000 metri cubi di rifiuti stoccati illegalmente, in prevalenza di natura plastica e residui tessili, ammassati fino a lambire il soffitto della struttura stessa.

Le modalità dello stoccaggio, la saturazione quasi completa degli spazi, la difficoltà ad accedere all’interno, l’impianto elettrico a contatto con i rifiuti e la carenza dei presidi antincendio, hanno allarmato i militari che hanno sequestrato l’area di circa 3000 mq.

Il deposito illegale è stato individuato grazie ad alcune segnalazioni di privati cittadini insospettiti dal continuo via vai di mezzi. Il capannone, in precedenza, era usato da un’azienda operante nel campo della produzione di pannelli per frigoriferi. Ora, però, la ditta è in fallimento e quindi il luogo era abbandonato.

La locale Stazione Carabinieri
di Castelmassa, dopo aver ricevuto le segnalazioni, ha informato i Carabinieri del Noe di Venezia affinché venissero effettuati mirati controlli nell’area.

Il ritrovamento di questo capannone, come di altri nel Nord Italia, rientra in una strategia preventiva e repressiva elaborata dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale che vede coinvolti in prima linea i Nuclei Operativi Ecologici, ed è la manifestazione di un fenomeno in cui imprenditori senza scrupoli ricorrono a modalità di smaltimento dei rifiuti plastici attraverso canali illeciti o solo apparentemente regolari sia per tagliare i costi di tale attività massimizzandone i profitti, sia per far fronte alle mutate condizioni internazionali nel commercio dei rifiuti che vede un mercato sostanzialmente saturo.

Sono in corso indagini per individuare le responsabilità e la provenienza oltre che la caratterizzazione dei rifiuti rinvenuti.

“Per quanto riguarda questo genere di reati – ha detto l'assessore regionale all'Ambiente e alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin – la Regione del Veneto con i Carabinieri dei NOE ha attiva da tempo una convenzione, alla quale sono state aggiunte quelle con i Carabinieri Forestali e con i Vigili del Fuoco e che, tra le tante iniziative, al fine di combattere gli eco-reati abbiamo anche disposto specifici finanziamenti per progetti di videosorveglianza. Sempre in tale ambito, la Regione del Veneto ha promosso un tavolo inter-istituzionale in materia di emergenze ambientali, che ha già ottenuto il riconoscimento di innovativo modello virtuoso a livello nazionale dal comandante del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco proprio in sede di audizioni della Commissione Ecoreati.”

red/mn

(fonte: Carabinieri NOE-Venezia)