Fine Mare Nostrum, avvio di Triton, ma Medici senza Frontiere dice no

"L'obiettivo principale di Triton sarà il controllo delle frontiere e non il soccorso attivo in mare e il governo italiano non può rinnegare il proprio impegno a salvare le vite dei profughi che fuggono da violenze e torture": così Medici senza Frontiere che dice un no deciso alla chiusura di Mare Nostrum

"L'annuncio della chiusura di Mare Nostrum all'inizio di novembre arriva appena dieci giorni dopo le dichiarazioni del premier Renzi secondo cui l'operazione sarebbe continuata 'finché non ci sarà un impegno dell'Unione Europea uguale o se possibile superiore'. Il primo ministro aveva detto che Mare Nostrum era stata avviata per rispondere a gravi sofferenze umane e non avrebbe avuto senso se non fosse continuata, ma è esattamente ciò che sta accadendo". È quanto afferma Medici Senza Frontiere (MSF), che ha accolto con grande contrarietà la conferma da parte de Alfano della chiusura dell'operazione  Mare Nostrum.
"Il prossimo 1° novembre  - aveva infatti annunciato qualche giorno fa il Ministro dell'Interno - partirà Triton la nuova operazione europea per il controllo delle frontiere esterne, che sostituirà  Mare Nostrum, ma - ha precisato Alfano - sul fronte del soccorso ai migranti in mare il nostro Paese farà per intero la sua parte secondo quanto prevede il diritto internazionale della navigazione."

MSF invece contesta il fatto che "l'obiettivo principale di Triton sarà il controllo delle frontiere e non il soccorso attivo in mare, pertanto la chiusura di Mare Nostrum porrà fine a uno sforzo molto più esteso di salvare vite umane che raggiungeva anche le coste libiche, da cui proviene la maggior parte delle imbarcazioni".

"I tragici naufragi che dall'inizio dell'anno hanno già causato più di 3.000 morti dimostrano la necessità di operazioni di ricerca e soccorso continuative - spiega  MSF - mentre i disordini in Libia e le altre crisi nell'area aumentano il bisogno che queste operazioni vengano estese a tutto il Mediterraneo. Poiché oggi non ci sono alternative sicure per cercare protezione internazionale in Europa, la via del mare è l'unica opzione per migliaia di persone, vittime di violenza e torture, persone disabili, donne e bambini. Operazioni di ricerca e soccorso limitate alle acque sotto la giurisdizione italiana lasciano scoperta una grave lacuna, perché il 90% dei profughi che arrivano in Italia parte dalla costa libica. Questo significa che migliaia di vite saranno a rischio se le aree di mare aperto non saranno pattugliate attivamente.

"In un momento in cui le persone cercano in modo sempre più disperato di fuggire le guerre in Libia, Siria o Iraq - ha dichiarato Manu Moncada, coordinatore MSF delle operazioni in Italia - siamo scioccati e delusi nel sentire che Mare Nostrum chiuderà e che il soccorso nel Mediterraneo avrà da ora in poi una finalità limitata" . "Oggi il governo italiano, che detiene anche la presidenza del Consiglio europeo, sta ritirando una decisione politica volta a salvare vite umane." E la risposta dell'Unione Europea alla tragedia umanitaria di profughi e migranti che muoiono in mare - conclude Medici senza Frontiere - continua a essere inadeguata e deludente".


red/pc