Fine settimana nero in montagna: valanghe e vittime

Diverse le persone morte in montagna a causa di valanghe e fuori pista nel fine settimana appena trascorso

Fine settimana drammatico in montagna: oltre all'incidente dell'elicottero in Valle d'Aosta, numerose valanghe si sono staccate dai pendii alpini e hanno travolto diversi sciatori.

VENETO - A Cortina è morto un giovane scialpinista, rimasto sepolto sotto la neve: si è trattato di un 24enne olandese, individuato da uno dei cani delle unità cinofile, sotto quasi due metri di neve. Dopo essere sceso per una cinquantina di metri in pista, il giovane era infatti uscito in neve fresca con altri due sciatori tagliando a destra sotto il rifugio Averau. Il peso dei tre ha provocato subito la slavina che si è staccata da tutto il costone a sud, sul versante di Colle Santa Lucia, e lo ha investito. Scattato l'allarme, sul posto il 118 ha inviato l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, poiché l'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore era impegnata per un'altra valanga caduta in pista sul Faloria e provocata anche in questo caso da sciatori usciti in fuoripista, bonificata anche dai carabinieri del servizio piste e fortunatamente senza alcun coinvolto. Sull'Averau si è poi aggiunto l'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino, che con quello dell'Aiut Alpin ha portato in quota le squadre a piedi e le unità cinofile, che hanno iniziato a sondare l'immensa superficie (lo sciatore era senza Artva): 500 metri di fronte per 200 di lunghezza con punti di accumulo superiori ai due metri. Poco prima delle 15 uno dei cani (del Corpo forestale dello Stato) ha marcato il punto, dove poi è stato rinvenuto il ragazzo. Purtroppo il medico dell'equipaggio dell'eliambulanza di Treviso emergenza non ha potuto che constatare il decesso del giovane sciatore. Alla ricerca, coordinata dal Soccorso alpino di Cortina, hanno preso parte una settantina di persone del Soccorso alpino delle Stazioni di Cortina, Val Pettorina, Val Fiorentina, Livinallongo, Agordo, Alleghe, San Vito di Cadore, Pieve di Cadore, Alta Badia, Guardia di finanza, Corpo forestale dello Stato, con sei unità cinofile.

TRENTINO - Alle 13.30 di sabato è scattato un allarme per una valanga in cui è rimasto vittima uno snowbordista della provincia di Vicenza, quarantenne, che stava affrontando, in compagnia di altri quattro amici, un fuori pista sul monte Agaro, in località Chalet Paradiso, sul versante della montagna che si affaccia sulla Valsugana. Lo snowbordista, sprovvisto di artva e di altro materiale di autosoccorso, poco dopo avere iniziato la discesa nella neve fresca insieme agli amici, è rimasto coinvolto nel distacco di un grosso accumulo di neve trasportata dal vento (la cosiddetta neve ventata) che ha provocato una valanga con un fronte di circa 300 metri e una lunghezza di 150 metri. Scattato l’allarme, dato dai compagni, il Coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso alpino trentino e la centrale operativa di Trentino emergenza, hanno inviato sul posto due elicotteri, con a bordo il tecnico di elisoccorso del Soccorso alpino Trentino, il personale medico e infermieristico, due unità cinofile del Soccorso alpino trentino, un’unità cinofila della Guardia di Finanza e circa 30 tecnici della Zona operativa Valsugana-Tesino.
Giunti sul posto i soccorritori hanno iniziato subito le ricerche con i cani, le sonde e, sapendo che l’uomo era sprovvisto di Artva, anche con il Recco, una speciale apparecchiatura che permette di rintracciare il segnale di piastrine inserite nelle tute da sci. Lo snowbordista è stato trovato, con le sonde, sotto un metro e mezzo di neve, ma purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare.
Un'altra valanga si è staccata sempre sabato in alta Val di Fassa, a Forcella Bordoi, a quota 2500 metri, dove cinque scialpinisti sono rimasti coinvolti. Il distacco di un grosso accumulo di neve ventata ha provocato la valanga di circa 100 metri di fronte, per una lunghezza di circa 300 metri. La massa nevosa ha semisepolto uno degli sci alpinisti, un ragazzo straniero, tirato fuori dagli stessi compagni. Scattato l’allarme, è stato inviato sul posto l’elicottero con a bordo il tecnico di elisoccorso del Soccorso alpino Trentino, il personale medico e infermieristico, un’unità cinofila del Soccorso alpino trentino e circa 10 tecnici della Zona operativa Fiemme-Fassa che hanno bonificato tutta la valanga per escludere il coinvolgimento di altre persone. Le operazioni hanno dato esito negativo.
Sempre in Trentino, al Passo del Brocon, si è contata un'altra vittima: un ragazzo di 17 anni è deceduto sciando fuoripista, ha perso il controllo della tavola da snowboard e ha subito lesioni nel cadere. Sono intervenuti elicottero del 118, ambulanza e una serie di mezzi di servizio delle piste, ma per il ragazzo i tentativi di soccorso sono stati vani.
 
PIEMONTE - Un'altra vittima è stata registrata nel Cuneese: sempre sabato uno sciatore inglese è stato travolto da una valanga che l'ha trascinato contro un albero, uccidendolo sul colpo. L'incidente è avvenuto ad Argentera, in valle Stura. L'inglese stava sciando fuoripista con un gruppo di altre persone. Tutti erano dotati delle attrezzature di sicurezza (airbag e Artva), e sono riusciti a non farsi sommergere dalla massa nevosa. Per l'uomo, tuttavia, è stato fatale il violento urto contro l'albero.

LOMBARDIA - Un'altra valanga si è staccata sulle Alpi della Lombardia verso le 11.30 di sabato in località Alpino, a Ponte di Legno, non lontano dalle piste da sci, a quota 2000. Sul posto due elicotteri inviati dal 118 e i tecnici del soccorso alpino, oltre ai carabinieri. Dalla ricostruzione dei tecnici sarebbe uno solo lo sciatore travolto dalla slavina, mentre faceva un fuoripista. Una prima valanga sarebbe caduta a destra della pista Alpino, dove ne sarebbe seguita una seconda dopo pochi minuti. A travolgere lo sciatore sarebbe stato un terzo distacco, in Val del Lares (sul fronte opposto), con un fronte di 40 metri, lungo 300. La vittima è riuscita a uscire dalla masse nevosa da sola. Fortunatamente sembra non abbia riportato lesioni.
 
Tutte le aree in questione sono state bonificate dal soccorso alpino, sul posto con i cani da valanga e i dispositivi di ricerca.


Redazione/sm