Fonte Ingv

Forte terremoto in Marocco di magnitudo 6.8

Il sisma è avvenuto nella notte di venerdì 8 ottobre, al momento le autorità contano più di 600 vittime e 300 feriti. Marrakech tra le città più colpite

Un terremoto di magnitudo 6.8 è avvenuto ieri sera in Marocco alle 23:11 ora locale (00:11 ora italiana). Il sisma, localizzato dalla Sala Sismica Ingv di Roma, ha colpito la regione di Marrakech. Al momento si contano 632 morti e 322 feriti, di cui 51 in gravi condizioni. Ma secondo le stime il numero delle vittime dovrebbe aumentare. 

 

Epicentro
L'epicentro è stato localizzato al centro del paese, a 16 chilometri del villaggio Tata N'Yaaqoub, nel municipio di Ighil, 72 chilometri a sud-ovest di Marrakech. La scossa è stata sentita lungo tutta la dorsale della catena dell'Atlante, a Merzouga, una delle porte del deserto, Taroudant, Essaouira e Agadir e dall'altro versante della catena montuosa a Casablanca, fino a Rabat. Il movimento ondulatorio è durato circa 30 secondi. Ingenti i danni materiali. Sono state mobilitate le forze dell'ordine, la protezione civile e il personale medico e paramedico per predisporre un piano di emergenza. Le immagini che arrivano dal luogo al momento del sisma riprendono persone che fuggono in strada e grandi palazzi che si sbriciolano collassando a terra. Molte le persone che hanno trascorso la notte dormendo all'aperto. 

Primi danni alle citttà
La preoccupazione è tanta perché i paesi che punteggiano l'Atlante sono molto poveri, spesso non hanno collegamento internet e le case sono costruite con mura, realizzate in paglia, fango e sassi. Grande paura soprattutto nella medina di Marrakech, dove le parti più fragili delle mura che circondano il centro storico sono crollate. Hanno ceduto alcune abitazioni, nella piazza Jamaa el Fna è crollato il minareto di una piccola moschea vicino allo storico “Café de France”. Si segnalano danni nella kasbah di Marrakech e crolli di abitazioni nella zona a nord est. In città nuova ci sono crepe nel campanile della chiesa cattolica di Gueliz. Crolli di facciate a Essaouira, sull'Oceano atlantico e a Ouarzazate, nel centro Sud. In migliaia si sono riversati per le strade della città nuova di Marrakech e nei vicoli della medina, in preda al panico. Elettricità e collegamento internet sono mancati a lungo. Il centralino dell'ambasciata italiana a Rabat ha ricevuto numerose chiamate soprattutto da parte di turisti che chiedono di rientrare a casa. Al momento gli aeroporti sono chiusi e riapriranno sabato mattina.

Connazionali
E c'è preoccupazione anche per gli italiani che vivono nel Paese. Il ministro dell'Interno italiano ha comunicato che il terremoto ha causato il crollo di diversi edifici, in particolare nelle province e nei comuni di al-Haouz, Taroudant, Chichaoua, Ouarzazate e Marrakech. Elettricità e collegamento internet sono mancati a lungo. Il centralino dell'ambasciata italiana a Rabat ha ricevuto numerose chiamate soprattutto da parte di turisti che chiedono di rientrare a casa. "Al momento non abbiamo notizia di italiani feriti" ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in collegamento con la trasmissione “Omnibus” di La7 commentando l'evoluzione della situazione in Marocco. Sono circa 200 gli italiani che risultano presenti nel Paese in questo momento, ha affermato Tajani che è in contatto costante con l'ambasciata a Rabat e il consolato a Marrakech per dare massima assistenza ai nostri connazionali. Si sta lavorando per poter assicurare il rientro in Italia dei turisti. "La prima cosa importante è contattare tutti gli italiani. Seguiamo minuto per minuto levolversi per la situazione", ha sottolinerato il titolare della Farnesina.

Red/cb
(Fonte: Ansa)