Forum sul dissesto idrogeologico in Italia: Il 16 giugno a Roma

Rischio frana secondo solo a quello sismico per impatto sociale ed economico

Si terrà il prossimo 16 giugno a Roma , presso il Centro Congressi  ‘Errani', il Forum sul dissesto idrogeologico in Italia, organizzato dagli Ordini Regionali dei Geologi e dal Consiglio Nazionale Geologi. Durante l'evento, al quale parteciperanno esperti di grande fama e durante il quale si terrà un briefing con la stampa italiana e straniera, verranno diffusi dati, numeri e cartine di comuni italiani a rischio. Verranno inoltre mostrate immagini particolarmente spettacolari e significative di frane più o meno note. Il Presidente dell'Ordine dei Geologi del Lazio, Eugenio Di Loreto, fa una sintesi su dati, numeri, notizie e fatti che portano ad una riflessione importante: "Il 2010 è già stato un anno drammatico in cui abbiamo avuto ancora frane , morti, danni sociali ma soprattutto economici. Nella sola Calabria abbiamo 300 nuove frane che si sono attivate nell'ultimo inverno e ben 1 MLD di euro per danni da dissesto idrogeologico negli ultimi due anni".

Il dissesto idrogeologico è molto diffuso in Italia: "Nell'ambito dei rischi geologici che caratterizzano il nostro Paese oggi il rischio di frana risulta avere un elevatissimo impatto sociale ed economico, secondo solo a quello sismico. Questo anche perché in Italia il rapporto tra le aree di montagna e collina e le aree di pianura è elevato, e negli alti e medi bacini sono spesso presenti formazioni geologiche erodibili e franose. Sempre più spesso, tuttavia, è l'uomo artefice o concausa dei fenomeni di dissesto, ma ne è anche la principale vittima, e quindi si impone con urgenza di avviare, a tutti i livelli, adeguate azioni di previsione, prevenzione e mitigazione del rischio. Oggi l'estensione delle aree a più elevata criticità idrogeologica del territorio italiano risulta pari al 9.8% del territorio nazionale, il 6.8% coinvolge direttamente zone con beni esposti (centri urbani, infrastrutture, aree produttive, ecc..), strettamente connessi con lo sviluppo economico del Paese".
Di Loreto aggiunge che: "Più dell'80% dei comuni presenta almeno un'area a rischio elevato di frana o di alluvione; le stime dei danni provocati dal dissesto idrogeologico sono impressionanti, secondo un rapporto Irpi-Cnr solo tra il 1980 e il 2000 sono settantamila le persone coinvolte da alluvioni e frane, oltre 5.6 MLD di euro di soli danni strutturali dovuti all'alluvione del Bacino del Po dell'autunno 2000, 550 MLN di euro stanziati per gli interventi nei 13 Comuni colpiti dalla tragedia di Sarno. L'alluvione che colpì l'Italia nord-occidentale nel Novembre del 1994, produsse in soli 5 giorni danni per 8-13 miliardi di euro. Risulta quindi di fondamentale importanza la conoscenza delle cause e dei meccanismi dei dissesti idrogeologici, sia per prevenirli, per quanto possibile, sia per poter intervenire in modo adeguato quando si manifestano. Il presidente dei geologi del Lazio conclude dicendo che, nonostante la politica abbia negli ultimi anni capito che la tutela del suolo sia:"l'infrastruttura pubblica prioritaria per lo sviluppo del paese", non abbia fatto seguire a questa considerazione un adeguato sistema di prevenzione, "dal momento che ogni anno i fondi destinati alle opere di messa in sicurezza del territorio subiscono decisi tagli malgrado ormai almeno una volta all'anno si sia costretti a far ricorso ai fondi della protezione civile per qualche emergenza causata da un dissesto idrogeologico. Fondi che, utilizzati invece per la prevenzione, avrebbero consentito di mettere in sicurezza aree molto più estese, con un miglior rapporto costi/benefici e, magari, evitando la perdita di vite umane".



(J.G.)