Frane a Courmayeur, il quadro della situazione

In relazione al nostro articolo dal titolo "Tensione a Courmayeur, una frana minaccia le case", pubblicato il 22 aprile, riportiamo le precisazioni dell'Ufficio Stampa del Comune che, per voce della responsabile, Luisa Aureli Bergomi, ha voluto puntualizzare alcuni aspetti della vicenda al centro della cronaca

"E' la prima volta da quando abbiamo iniziato i rilevamenti, nel 2009, che siamo entrati in una situazione di preallarme". L'ufficio stampa del Comune di Courmayeur, nota località turistica valdostana al centro delle cronache in questi giorni per alcuni episodi di dissesto idrogeologico, chiede alla stampa la massima precisione, per evitare allarmismi. "Ci siamo preparando al ponte del 25 aprile, e la stagione estiva è alle porte. Non vogliamo lanciare messaggi che possano spaventare i nostri ospiti", ci ha detto la portavoce del Comune, Luisa Aureli Bergomi.
I fatti sono questi. Dal 2009 la Regione Valle d'Aosta, tramite il settore attività geologiche, ha installato una rete di rilevamento - affidata alla Società CESI di Milano - per il monitoraggio della falda e dei movimenti profondi della frana del Mont de la Saxe, nel territorio comunale di Courmayeur. Contestualmente è stato predisposto dal Comune un Piano di Protezione Civile per assicurare la protezione della popolazione dai movimenti franosi che, sulla base dei dati raccolti, prevede l'evacuazione della popolazione a rischio secondo criteri diversi.
Da venerdì scorso la situazione ha avuto una rapida evoluzione. Due distinti fronti di frana, uno da 380 mila metri cubi, e uno da 265 mila metri cubi, hanno allertato l'attenzione degli esperti. Si tratta di porzioni attive della frana di 645 mila metri cubi sotto monitoraggio, che hanno iniziato dei movimenti più rapidi e alcune colate. Si è passati così a una situazione di preallarme. I movimenti franosi interessano le località di La Palud e Entreves. Il fronte più grande, come conferma il Comune, potrebbe rivestire una minaccia per una decina di edifici dei villaggi. Altre parti delle frane invece, nonostante non mettano in pericolo le abitazioni, potrebbero isolarne alcune, impedendo i collegamenti.
In un'assemblea, convocata sabato presso la frazione di Entreves - e non come erroneamente riportato dal precedente articolo nella sede municipale di Courmayeur -, la popolazione è stata informata sulle recenti novità riguardanti la frana, ed è stato presentato il piano di evacuazione: coinvolge circa un centinaio di persone. In caso di allarme gli abitanti hanno tre ore di tempo per abbandonare le case o le strutture ricettive, concentrandosi nel palazzetto dello sport di Dolonne, dove c'è il punto di raccolta, per poi essere ospitati in altre strutture messe a disposizione "per preservare la vita familiare".
I cittadini coinvolti nelle operazioni di evacuazione sono divisi fra i residenti nelle case che potrebbero essere danneggiate e chi invece rischia solo di trovarsi isolato per problemi alla viabilità. Il comune di Courmayeur ha chiesto ai numerosi proprietari di seconde case, così come alle strutture ricettive nelle aree potenzialmente interessate dalle frane, di segnalare gli arrivi nella località turistica, per avere sempre sotto controllo il quadro della situazione.
Anche negli ultimi giorni - fa sapere l'Ufficio Stampa - "la montagna sta continuando a scaricare piccole quantità di materiale: ci sono delle colate, ma sono normali in una situazione di preallarme. I geologi sono consapevoli che queste colate aggiunte ai quattro sistemi di monitoraggio confermano gli scenari previsti di una forte instabilità".
Al lavoro per prepararsi alla possibile emergenza ci sono 60 persone. Nel caso scatti l'allarme, la macchina comprende l'attivazione di una serie di soggetti che vengono adibiti a diverse funzioni. Il piano di Protezione Civile prevede l'attivazione del COC, il centro operativo comunale, con compiti di coordinamento fra i vari enti coinvolti.
Lo scorso weekend le prime ore del sabato e la domenica sono state sfruttate per mettere a punto alcuni aspetti operativi. E' stato fatto un check sul posizionamento di speciali cartelli stradali, sono stati chiamati gli abitanti per la riunione e allertate le strutture ricettive turistiche all'interno delle zone a rischio, per raccogliere informazioni sul numero di ospiti, ed è stato preparato il punto di raccolta della popolazione che sarà evacuata.
Sono state disposte dalle autorità comunali le chiusure di due parcheggi, compreso quello delle funivie del Monte Bianco, perché sono a margine della strada statale che porta al traforo e i camionisti hanno spesso l'abitudine di fermarsi a dormire in questi piazzali: onde evitare di avere delle persone non censibili queste aree sono state chiuse.
Rafforzata anche la vigilanza. Dalla sera di venerdì la Regione Valle d'Aosta ha chiesto di affiancare ai quattro sistemi di monitoraggio automatici una vigilanza quotidiana da parte del Corpo Forestale dello Stato e della Protezione Civile, per avere maggiori dettagli riguardanti le colate.
La situazione è in evoluzione, la fase di preallerta continuerà anche nei prossimi giorni.


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