Frane e alluvioni, geologi:
"2011 anno drammatico"

Graziano (Presidente del CNG): "L'Italia deve puntare sulla prevenzione"

Con il 2011 in procinto di finire, è tempo di bilanci, e dal punto di vista geologico il ricordo va inevitabilmente alle recenti alluvioni che hanno duramente colpito la Campania, la Sicilia, la Toscana, il Lazio e la Liguria. Tra frane e alluvioni che anche quest'anno hanno colpito il nostro Paese, causando danni e vittime, "il 2011 è stato veramente un anno drammatico". Lo ha dichiarato Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

Secondo il rapporto del CNG, sono 6 milioni gli italiani che abitano un territorio ad alto rischio idrogeologico, e 22 milioni quelli che abitano in zone a rischio medio. Come ha ricordato Graziano infatti, l'89% dei Comuni italiani è situato in aree ad elevata criticità idrogeologica. "Un milione di persone in Campania vive in zone a rischio idrogeologico" - ha aggiunto - "825mila in Emilia Romagna e oltre 500mila in ognuna delle tre grandi regioni del Nord: Piemonte, Lombardia e Veneto".

"Il nostro pensiero" - ha proseguito Gian Vito Graziano - "va alle popolazioni duramente colpite, a chi è costretto ancora a vivere fuori dalle proprie case, va a quei giovani che hanno liberato le strade e i palazzi dal fango e ovviamente va ai familiari delle tante vittime di una dissennata politica del territorio. L'auspicio è quello che è accaduto non accada ancora".

Infine, un augurio affinché "nel 2012 l'Italia punti veramente sulla prevenzione, sia sul fronte del dissesto idrogeologico, sia su quello del rischio sismico. L'Italia" - ha concluso il Presidente dei Geologi - "Paese che ama definirsi civile, deve credere fortemente nella politica della prevenzione".


Redazione/EB