Friuli Venezia Giulia, la carica dei 10mila volontari. Ecco tutti i numeri

Una media di 24 mila volontari di Protezione civile impegnati ogni anno, più di 60mila giornate-uomo di lavoro, oltre 10mila volontari. I settori prevalenti di intervento prevenzione (38%) e formazione (18%). Serracchiani: “Il nostro? Un modello da esportare”. Il bilancio in occasione della XVII Giornata del volontariato di Protezione civile regionale

Alla vigilia del quarantennale del terremoto, in programma nel 2016 (“Non vorrei che fosse solo una commemorazione” ha detto il presidente della Regione Debora Serracchiani), il Friuli Venezia Giulia dà i numeri. Sono quelli della Protezione civile, che negli ultimi trenta mesi ha impiegato mediamente 24mila volontari l’anno e più di 60mila giornate-uomo di lavoro. Gli interventi sul territorio sono stati 110 nel 2014 (per 6,5 milioni di euro) e 163 nel 2015 (20 milioni). Dopo un 2013 caratterizzato dall'emergenza incendi e un 2014 segnato da piogge, neve e allagamenti, per l’assessore regionale con delega alla Protezione civile, Paolo Panontin, quest’anno “è stato un anno felice”. Ma i volontari del Friuli Venezia Giulia non sono certo rimasti inoperosi. Tutt’altro. Oltre alle emergenze interne hanno offerto il loro supporto in Puglia, Emilia Romagna e Liguria. Ma anche all'estero, come ad esempio è accaduto in Bosnia Erzegovina, e per i grandi eventi (dal Giro d'Italia alla visita del Papa a Redipuglia). 
Un bilancio (positivo) reso pubblico in occasione della XVII Giornata del volontariato di Protezione civile regionale. Nei giorni scorsi si sono tutti riunioni a Pordenone, compresi ospiti d’eccezione come il sindaco di Mirandola, la città colpita da tragico sisma e soccorsa dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. E c’erano delegazioni internazionali di Austria, Slovenia e Croazia.
Collegato da Roma, reduce dall’incontro in Quirinale col Presidente della Repubblica in occasione della Giornata internazionale del volontariato, c’era anche il capo della protezione civile Fabrizio Curcio. “Il Friuli Venezia Giulia incarna in maniera eccellente i valori di generosità e di competenza che si abbinano nell'attività di volontariato” ha detto. “L’integrazione tra i volontari e le istituzioni trova nel volontario l’espressione migliore del territorio". Ovviamente a Pordenone c’erano anche i direttori della Protezione civile regionale di ieri e di oggi, ovvero Guglielmo Berlasso e Luciano Sulli.
Il presidente della Regione Debora Serracchiani ha ringraziato tutti i volontari “per il lavoro straordinario” che fanno. Ha parlato dell’autonomia regionale e della speranza che questo modello venga un giorno adottato “anche nel resto d'Italia”. La Serracchiani ha indicato come priorità il numero unico per le emergenze. “Un impegno che dobbiamo portare fino in fondo" e che farebbe del Friuli Venezia Giulia "la seconda regione d'Italia a dare risposta a una direttiva europea ormai datata”. Il numero unico "ci serve per rispondere prontamente e con più efficienza alle emergenze - ha detto il presidente - e anche per riuscire a coordinarci al meglio con tutte le altre forze in campo".
Non risparmia lusinghe l’assessore Panontin, secondo il quale la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia "è una struttura perfetta, impeccabile e invidiata che garantisce il supporto tecnico a un mondo del volontariato che conta più di diecimila persone”. Sotto il profilo delle realizzazioni nel biennio 2014-2015, Panontin ha evidenziato l'attivazione del Centro funzionale decentrato, il completamento del Piano regionale delle emergenze di protezione civile, l'investimento nella formazione. “Dobbiamo creare una nuova cultura di protezione civile, in particolare rivolta ai nostri giovani. Devono essere incuriositi, bisogna usare i social" ha detto.
La regione conta 9.714 volontari registrati da Gruppi comunali, così distribuiti: 4.256 in provincia di Udine, 1.723 in provincia di Pordenone, 830 in provincia di Gorizia e 245 in provincia di Trieste. Come ha reso noto Luciano Sulli, l'attività prevalente dei volontari di Protezione civile nell’ultimo biennio è stata la prevenzione (38%), seguita dalla formazione (18%) e da attività di supporto alle richieste dei sindaci (13%). Il maggior numero di giornate uomo è stata dedicata ai bastioni di Palmanova (998) e ai campi di accoglienza per i richiedenti asilo (918), seguita dalla visita del Pontefice a Redipuglia (866). Sotto il profilo delle attrezzature, i volontari della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia possono contare su 850 mezzi, tra cui 210 fuoristrada, 216 furgoni, 38 natanti e due ambulanze. Tra le dotazioni spiccano 470 generatori, 186 torri faro, 34 motofaro e 856 tra pompe ed elettropompe da utilizzare per fronteggiare allagamenti e situazioni alluvionali. Per combattere gli incendi ci sono a disposizione 78 moduli, 38 dei quali elitrasportabili.

red/gt