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Fukushima, dieci anni dopo il Giappone ricorda il disastro

Nel decimo anniversario del terremoto che provocò lo tsunami che travolse la centrale nucleare a nord del Giappone il 12% del territorio della prefettura di Fukushima è ancora inabitabile

A dieci anni dal terremoto di magnitudo 9.0 che provocò lo tsunami e l'incidente nucleare che insieme a Fukushima, la più colpita, devastò altre tre prefetture a nord del Giappone, sono ancora numerose le zone inabitabili. In particolare tutto il territorio che sta a circa 10 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, dalla quale fuoriuscì il materiale radioattivo è ancora interdetta alla popolazione e l'accesso sarà vietato completamente in oltre il 12% dell'intero territorio almeno fino al 2023.

La ricostruzione a rilento
E anche sul fronte della ricostruzione le cose non procedono per il meglio: si calcola che il 76% dei 42 comuni delle prefetture di Iwate, Miyagi e Fukushima, le più colpite dal disastro, non sarà in grado di portare a termine i lavori di ricostruzione entro il termine previsto del 2021. Nella mancata ricostruzione delle infrastrutture primarie per la popolazione, dei parchi, dei porti e dei campi agricoli han giocato un ruolo fondamentale sia i divieti di accesso alle zone radioattive che le limitazioni date dalla pandemia di coronavirus.

I risultati fino ad oggi
Secondo quanto diffuso in un comunicato dall'Agenzia nazionale per la ricostruzione, il cui mandato è stato rinnovato fino al 2031 dal premier Yoshihide Suga, "tutti i progetti di sviluppo urbano, come il trasferimento di aree residenziali su terreni più alti, il sollevamento di terreni e la costruzione di alloggi pubblici sono stati completati entro la fine del 2020". Il ministero del Territorio, delle infrastrutture, trasporti e turismo ha invece pubblicato lo stato dei lavori aggiornato sulle infrastrutture, da cui si apprende che l'86% dei 550 chilometri di strade da ricostruire sono stati già riaperti al traffico e che i restanti 77 chilometri saranno riaperti entro la fine del 2021. Infine, secondo quanto comunicato in una nota dal Cabinet Office del primo ministro, "il governo, conclusa la prima fase di recupero del territorio, si concentrerà sull'assistenza alla popolazione, fornendo programmi di sostegno psicologico alle vittime e favorendo il ripopolamento delle aree ricostruite". Entro marzo è prevista anche la pubblicazione da parte dell'Agenzia per la ricostruzione del know-how acquisito durante il disastro, con lo scopo di preparare le autorità locali in caso di nuovi gravi disastri in futuro.

Il ricordo
Sta di fatto che anche oggi, nonostante le limitazioni date dalla pandemia, si son tenute diverse commemorazioni in ricordo della tragedia. Alle 14:46 locali (le 6:46 in Italia), si è osservato un minuto di silenzio in tutto il Paese per ricordare le oltre 15mila vittime del triplice incidente. Il premier Yoshihide Suga ha poi rilasciato un messaggio di speranza durante il memoriale organizzato al Teatro Nazionale di Tokyo, in presenza dell'Imperatore Naruhito e la consorte Masako, mentre le sirene suonavano lungo i litorali della regione del Tokoku, sul versante nord orientale del Giappone, luogo del disastro.

Red/cb

(Fonte: Ansa, Dire)