#Fuorileliste del 5 x mille: il terzo settore si mobilita contro l'Agenzia delle entrate

Tirate #fuorileliste del 5 per mille: lo chiedono a gran voce il terzo settore e il mondo del fundraising che questa mattina hanno messo in atto una protesta sui social network per chiedere all'Agenzia delle entrate di rendere noti gli elenchi del 5 per mille e le somme devolute ai cittadini a favore delle associazioni

Oltre 1.300 tweet in due ore, l'hashtag #Fuorileliste del 5 x mille è oggi il secondo nelle tendenze italiane di Twitter.
"Un'azione collettiva, pacifica, diretta.
I fundraiser, insieme al mondo del non profit, questa mattina hanno dato il via a una protesta che si sviluppa sui social network e che è rivolta all'Agenzia delle entrate. A seicento giorni di distanza dalla dichiarazione dei redditi del 2013, il terzo settore chiedere la pubblicazione degli elenchi del 5 per mille".

A spiegarlo sono gli stessi promotori dell'iniziativa "La mobilitazione - racconta Gianluca Testa, portavoce del CNV, Centro Nazionale per il  volontariato - è scattata alle 9 di stamani su twitter e facebook con l'hashtag #fuorileliste. A oggi infatti non si sa ancora nulla dell'ammontare delle somme. Mentre invece sono passati solo sessanta giorni dalla comunicazione e liquidazione delle somme devolute ai partiti politici attraverso il due per mille 2014. Come a dire: per la politica i tempi sembrano essere rispettati".

"Eppure - fanno presente i promotori - ci sono ancora attività da programmare, servizi da erogare, anticipi da richiedere alla propria banca. Ma su quale base? A oggi, infatti, non ci sono le cifre. E quindi non può esserci programmazione. Tutto questo non crea difficoltà solo al non profit, ma crea disagi anche ai beneficiari. Nel 2014 le liste sono uscite a inizio aprile mentre nel 2015, beh, siamo a metà maggio. E ancora non è dato sapere quando saranno pubblicate queste liste".

Secondo i promotori inoltre l'Agenzia delle Entrate blocca le risorse economiche che servono a produrre benefici reali alla comunità. "Ritardare la pubblicazione vuol dire niente restauri, niente ricerca, niente pasti alle persone indigenti, niente assistenza ai disabili e ai malati di tumore - puntualizzano-. Che sia il primo, il secondo o il terzo settore, il non profit chiede all'Agenzia delle Entrate e al Governo se credono veramente nell'importanza dell'impegno di centinaia di migliaia di organizzazioni che con il loro lavoro assicurano intere aree di welfare a supporto, se non in sostituzione, di quello Stato che pone mille ostacoli. Questo ritardo è un danno per tutti. Per il non profit, per i beneficiari e per i donatori. Quindi tirate #fuorileliste del 5 per mille".

red/pc
(fonte: CNV)