Futuro Governo, L'Aquila chiama: nessuno risponde

Nessuna risposta da parte degli aspiranti Premier al prossimo governo all'appello lanciato da un gruppo di cittadini de L'Aquila che chiedono precisi impegni in materia di prevenzione e messa in sicurezza del territorio italiano

Sono un gruppo di cittadini aquilani, e, indipendentemente dal loro presente, avranno per sempre negli occhi e nel cuore la tragedia che hanno vissuto. E non vogliono che si ripeta, nè per loro nè per nessun altro. Non chiedono bacchette magiche, nè capacità precognitive, sono consapevoli che il terremoto oggi non si può prevedere,  ma chiedono garanzie affinché tutto quello che si può fare per prevenire le catrastrofi venga fatto. Ed ora, a elezioni imminenti, hanno scritto un appello in tal senso e lo hanno inviato ai sei candidati premier delle prossime Politiche, (per via di un problema tecnico, ci spiegano, l'appello è stato trasmesso solo questa mattina a Silvio Berlusconi, capo coalizione PDL).
Nessuno ha risposto, a tutt'oggi.


Appello ai capi politici delle prossime elezioni politiche - febbraio 2013:

"Vi scriviamo dai territori dell'aquilano colpiti dal sisma del 2009. Abbiamo amaramente pagato la fragilità del nostro territorio e siamo qui a chiedervi un preciso impegno perché tragedie come la nostra non accadano mai più. C'è una Grande Opera necessaria nel nostro Paese: la messa in sicurezza del territorio da eventi sismici e dissesti idrogeologici. Nella prevenzione di questi rischi sono stati stanziati negli ultimi 20 anni 10 milardi di euro, appena 500 milioni di euro l'anno. Di contro dal 1944 ad oggi il costo medio dei danni provocati da calamità è di 3,6 miliardi di euro l'anno oltre al costo sociale e morale causato dalla perdita di tante vite. Il Ministero dell'Ambiente , in un'audizione parlamentare del luglio 2012, ha evidenziato l'urgenza di un piano nazionale per la prevenzione del dissesto idrogeologico, che prevede l'investimento di 40 miliardi di euro per i prossimi venti anni. Detto piano non è mai stato varato per mancanza di risorse. Per quanto riguarda il rischio sismico, la stessa Protezione civile dichiara che la cifra complessiva di poco meno di 1 mld di euro, stanziata all'indomani del sisma dell'Aquila , rappresenta una goccia nel mare, pari all'1% del fabbisogno che occorrerebbe per conseguire il completo adeguamento sismico di tutte le costruzioni, pubbliche e private, in tutto il nostro Paese.
E' una questione di priorità e quindi di precise scelte politiche non più procrastinabili.
E' un pensiero lungo e responsabile che impone delle decisioni prima che le tragedie avvengano e non sempre dopo.
Per questo vi chiediamo di assumere l'impegno di finanziare il Piano nazionale di prevenzione del dissesto idrogeologico per i prossimi venti anni con 40 miliardi di euro e investire nella prevenzione del rischio sismico almeno altrettanto per un totale di 80 miliardi di euro in venti anni. Si potrebbe partire dalla messa in sicurezza di tutte le scuole del nostro Paese. Non chiediamo un impegno per la ricostruzione del nostro territorio, almeno in questa sede. Vi chiediamo di investire in prevenzione perché vogliamo che mai più come a Mirandola, mai più come a Giampilieri, mai più come a Sarno, mai più come a L'Aquila".




Ecco la lista delle Associazioni che, fino ad ora, hanno dato la loro adesione all'appello:
Appello per L'Aquila
L'Aquila che vogliamo

Legambiente L'Aquila

P
olicentrica onlus

Slow Food Condotta Peligna

RT ActionAid L'Aquila

Comitato Familiari Vittime Casa dello Studente

Fondazione 6 aprile per la vita

Circolo Arci Querencia

AVUS Associazione vittime universitarie sisma

3e32

Pro Natura L'Aquila
Collettivo99
Hatha Ciudad Onlus
Associazione Nazionale Difesa del Suolo

Assemblea Cittadina – L’Aquila

Associazione La Spinosa per l’Ambiente – Velletri






red/pc