Gabrielli al WCDRR: "La resilienza deve entrare nelle agende dei governanti e nella cultura dei cittadini"

Ha aperto i lavori il 14 marzo e si concluderà il 18 a Sendai (Giappone), la terza Conferenza mondiale ONU sulla riduzione del rischio da disastri: il capo DPC, Franco Gabrielli intervenendo ai lavori, ha sottolineato come le calamità aumenteranno se non si investe adeguatamente in tutte le fasi del ciclo di protezione civile, dalla previsione e prevenzione alla gestione dell'emergenza

"È estremamente importante definire politiche che mirino a includere le autorità locali e le comunità nel complesso ciclo della gestione dei rischi, promuovendo l’impegno e la leadership dei singoli territori. Per questo, crediamo che pianificare per tempo, a livello nazionale, strategie per la riduzione dei rischi da disastri sia la strada vincente da percorrere. Ovviamente, per essere efficaci, queste strategie devono essere supportate attraverso l'implementazione delle politiche di governo a ogni livello e da una disponibilità costante e adeguata di risorse".
E' quanto ha affermato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, nel corso del suo intervento ai lavori della terza Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio da disastri (WCDRR - UN World Conference on Disaster Risk Reduction) in corso in questi giorni in Giappone, a Sendai. Gabrielli ha preso parte, tra l’altro, ai lavori delle sessioni ministeriali "Governare il rischio da disastri: le sfide da affrontare" e "Riduzione dei rischi di disastri nei contesti urbani".

"Anche sulla base delle più recenti emergenze che abbiamo avuto in Italia, è chiaro come gli sforzi e le difficoltà che si affrontano già oggi, soprattutto a livello locale, aumenteranno in futuro se non si investe adeguatamente e in modo coerente in tutte le fasi del ciclo di protezione civile, dalla previsione e prevenzione alla gestione dell’emergenza - ha detto ancora il Capo del Dipartimento - È chiaro come il concetto di resilienza nei contesti urbani debba entrare sempre più nelle agende dei governanti e nella cultura quotidiana dei cittadini: dobbiamo investire, con pazienza, in strategie che permettano di diffondere e radicare nelle comunità una matura cultura della prevenzione, recuperando la memoria del passato, dei disastri, per far crescere la consapevolezza dei rischi esistenti sui territori, soprattutto tra i più giovani".

Obiettivo della Conferenza, che si concluderà il 18 marzo e al quale stanno partecipando rappresentanti di Stati, organizzazioni non governative, della comunità scientifica e del settore privato – è completare la valutazione e la revisione del piano decennale (2005-2015) Hyogo Framework for Action e adottare, a livello globale, la migliore strategia possibile per raggiungere, nei prossimi quindici anni, risultati concreti in materia di sviluppo sostenibile e incremento delle capacità di resilienza dei territori esposti ai rischi.

red/pc

(fonte: DPC)