Genova, la procura indaga

La procura di Genova ha aperto un fascicolo per disastro e omocidio colposo plurimo. Il procuratore capo "tutta colpa del cemento selvaggio"

Quali sono le cause di questo disastro? E' la domanda che ci poniamo tutti, primo fra tutti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ieri in Puglia ha affermato che «C'è bisogno di approfondire gli aspetti di questa tragedia. Sono ancora scosso per quanto accaduto a Genova»
La sollecitazione alla chiarezza rivolta da Napolitano ha avuto il suo primo esito. Il procuratore capo di Genova, Vincenzo Scolastico, affiancato dal sostituto Stefano Puppo ha aperto un fascicolo contro ignoti per accertare eventuali responsabilità nell'alluvione che ha colpito la città causando 6 morti, oltre 1500 sfollati e decine di miloni di danni. 
Le ipotesi di reato sono disastro e omicidio colposo plurimo.
E' solo a causa delle pur abbondanti prepicitazioni - si chiedono in procura - che un piccolissmo corso d'acqua quasi insignificante si è trasformato improvvisamente in un fiume roboante di acqua e fango? Scolastico, che a Genova è responsabile dell'Antimafia, in realtà una sua idea sembra averla. In un'intervista apparsa stamani su La Repubblica afferma:"Non possiamo più inchinarci al dio della speculazione. E' il momento di fermarsi. Non è possibile questo ripetersi delle alluvioni. Gli amministratori devono capire che si deve interrompere questo processo di impermeabilizzazione di Genova provocato dalla cementificazione." L'accertamento delle eventuali responsabilità sarà difficile - si legge ancora nell'intervista rilasciata a Repubblica - ma alcuni punti "sono già definiti. Il torrente Fereggiano che ha ucciso le sei persone è uscito dall'argine perchè non è riuscito a sfogarsi nel Bisagno, di cui è affluente". Il magistrato ha affidato una perizia a Alfonso Bellini, geologo, professore dell'Università di Genova che  della procura e stato consulente anche per l'alluvione di Sestri Ponente avvenuta in ottobre dello scorso anno..
L'elevato rischio di esondazione del Bisagno è noto da anni, almeno dal 1970, quando esondò in occasione di un'altra alluvione, proprio  per questo in molti si  chiedono come mai il progetto dello scolmatore del Bisagno ovvero una galleria artificiale di alcuni chilometri che doveva arrivare sino al mare e intercettare le acque in caso di piena sia rimasto sostanzialmente lettera morta. Una questione di risorse, 270 milioni di euro che non ci sono, sembra essere la risposta del Sindaco.

red/lc