(fonte foto: ilfoglio.it)

Genova: si cercano ancora i dispersi. Il pilota: ''la nave non rispondeva ai comandi''

Continuano senza interruzioni le ricerche dei due piloti dispersi dopo l'incidente al molo Giano del porto di Genova, avvenuto la sera del 7 maggio e responsabile della morte di 7 persone. Il pilota della Jolly Nero, imbarcazione che ha urtato la torre, riferisce che la nave "non rispondeva più ai comandi"

Sono andate avanti tutta la notte, e proseguono ancora, le ricerche dei due piloti dispersi dalla sera del 7 maggio al molo Giano del porto di Genova, dopo che la torre-piloti e due palazzine della Capitaneria sono crollate in seguito all'urto provocato da una nave porta container.

Un incidente che è diventato subito tragedia: sette perone hanno perso la vita, due sono ancora disperse, un uomo è stato recuperato vivo sotto le macerie a diverse ore dall'incidente e altre quattro persone sono rimaste ferite, riuscendo a fuggire prima del crollo totale delle strutture.

E' stato ormai accertato che i due dispersi, il maresciallo
di Guardia Costiera Francesco Cetrola, 38 anni, e il sergente Gianni Jacoviello, 33 anni, si trovassero nella torre piloti al momento del crollo. I loro corpi sono quasi certamente sul fondo del porto nella zona del molo Giano, sotto i lastroni di vetro caduti dalla torre. Crollati sul fondo, sepolti dalle macerie, questi lastroni rendono particolarmente difficile il lavoro dei soccorritori. Oggi, mentre la città di Genova si appresta a vivere una giornata di lutto cittadino, in porto dovrebbe intervenire una ditta specializzata per rimuovere le lastre di vetro.

"La nave non rispondeva ai comandi": questa la testimonianza, raccolta dal Secolo XIX e dal Corriere della Sera, di Antonio Anfossi, il pilota della Jolly Nero, la nave porta container responsabile dell'incidente.
Anfossi è l'uomo che, insieme al comandante Roberto Paoloni, ha manovrato a bordo del cargo, colui che ha realizzato in tempo reale quanto stava per succedere in porto. "L'ho detto al comandante. Ci stavamo accostando troppo al molto Giano. Poi, all'improvviso, la nave non rispondeva più ai comandi, era fuori controllo. Abbiamo provato a fermarci ma è stato tutto inutile - ha detto -. Siamo andati a schiantarci contro la torre di controllo ed è stata la fine". "Piango per i piloti e militari scomparsi, ma al contempo voglio capire cosa è accaduto, come questo disastro si sia potuto verificare". Anfossi è indagato insieme al comandante per omicidio colposo plurimo dalla Procura di Genova.

Cosa è successo a bordo?
E' la domanda che tutti si stanno facendo. "La Jolly Nero - racconta sempre Anfossi - stava procedendo a macchine indietro. Velocità 3 nodi. Abbiamo iniziato la manovra per virare, quindi motori spenti e andatura lenta, pronti ad azionare i propulsori per contrastare l'abbrivio". Dal rimorchiatore di poppa - scrive il Secolo - il comandante Fabio Casarini assisteva ai movimenti del cargo, e ha avvisato che la Jolly era a 70 metri dal molo. "Sentita la comunicazione dal rimorchiatore - precisa Anfossi - ho comunicato col comandante e gli ho detto che ci stavamo avvicinando al molo Giano e che serviva innescare i comandi di 'macchine avanti'. Una correzione, una procedura normale. Paoloni ha ripetuto le mie parole, ma la nave non rispondeva ai comandi, i motori non ripartivano. Ha provato una volta, poi un'altra, quindi ha comunicato il guasto. 'Avaria, avaria'. Bisognava fermare la Jolly Nero, così abbiamo tentato di calare le ancore". L'operazione richiede una trentina di secondi, ma la nave non ha fatto in tempo a fermarsi.


Questa la testimonianza, intanto comunque le indagini proseguono e sono state ipotizzate quattro possibili cause, riferite ieri dal Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi. Una è appunto l'avaria dei motori, oppure eventuali problemi ai cavi di trazione dei rimorchiatori, eventuali difetti di accosto o - quarta ipotesi - di velocità della manovra effettuata.

Stamattina il capoluogo ligure si è svegliato con le campane a lutto e il prefetto, Giovanni Balsamo, il sindaco, Marco Doria, il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e il Commissario della Provincia, Piero Fossati, hanno congiuntamente "chiamato a raccolta la cittadinanza" per una manifestazione in mattinata nella centrale piazza Matteotti, "per testimoniare il cordoglio della comunità genovese e la solidarietà alle vittime". Alle 11 tutti i negozi e le attività commerciali della città osserveranno 15 minuti di chiusura degli esercizi, mentre i sindacati hanno proclamato in modo unitario tre ore di sciopero.

Ieri pomeriggio il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, si è recato  all'ospedale Galliera a Genova per salutare due persone ricoverate, rimaste ferite nell'incidente, e successivamente è andato al porto per rendersi conto di persona dell'entità dell'incidente. "Quanto accaduto è una tragedia immane" sono le parole del premier.

Michelino Davico
, capogruppo della Lega Nord in commissione trasporti di Palazzo Madama, chiede "a questo Governo di intervenire con azioni immediate affinché alla gravosa ferita delle perdite umane non si accosti anche una grave perdita in termini di produttività legata al blocco delle attività portuali e commerciali di questo importante nodo infrastrutturale". "E' necessario intervenire con ogni azione necessaria per contenere i danni che potrebbero verificarsi nell'immediato futuro e - conclude Davico - per offrire sostegno alle famiglie che stanno vivendo gravi momenti di difficoltà in seguito a quanto accaduto".



Redazione/sm
Fonti: ANSA, AgenParl