Geologi: il ''paradosso'' dell'Italia che convive con le emergenze

Il maltempo arriva e ancora una volta il territorio frana. E' successo in questi ultimi giorni in Liguria e succede quasi sistematicamente ogni autunno-inverno. In Italia si interviene nelle emergenze ma non si cura il territorio prevenendo i danni. E' la ferma denuncia dei geologi

"Ci eravamo forse illusi di averla per una volta scampata, ma non è stato così. Questa volta è toccato al Ponente ligure come in passato al Levante o alla zona di Genova, ma non si può ogni volta incrociare le dita e sperare che il maltempo ci risparmi perché non è così che si deve affrontare il problema" sottolinea con fermezza Giuliano Antonelli, geologo ligure del Consiglio Nazionale dei Geologi, in merito alle conseguenze del maltempo dei giorni scorsi nel Ponente Ligure. "Anche questo inverno, con solo un po' di ritardo rispetto al periodo canonico (ottobre-novembre), il maltempo ha colpito la Liguria provocando i soliti dissesti che ci accompagnano a questi fenomeni meteorologici estremamente sfavorevoli. Il territorio è fragile e non è più in grado di sostenere eventi atmosferici di una questa portata".

Il Ponente Ligure è stato infatti flagellato dalle abbondanti piogge cadute tra giovedì sera e venerdì in giornata: molte frane si sono staccate, in alcune località torrenti e fiumi minori sono straripati, diversi anche gli allagamenti registrati. Le conseguenze dell'incuria del territorio hanno creato immediatamente disagi alla popolazione che in alcune località è stata evacuata preventivamente dalle proprie abitazioni. Tra i disagi si inserisce anche la chiusura di un tratto dell'Autostrada dei Fiori per allagamenti, la chiusura di altre strade locali di collegamento e i ritardi - o addirittura l'interruzione totale - in alcune tratte ferroviarie per smottamenti o infiltrazioni d'acqua.

"Siamo qui ancora una volta a ripeterlo ed in molti si stancheranno di sentircelo di nuovo dire - ha proseguito Antonelli -, ma noi non ci stancheremo di ricordarlo: il problema è che bisogna cambiare completamente l'approccio con il territorio. Una corretta gestione del territorio è una questione principalmente culturale. Le conoscenze ci sono, gli strumenti (Piani di Bacino, Contratti di Fiume, ecc.) anche, non resta che mettere in pratica azioni preventive di tutela del territorio partendo magari da piccoli interventi di ripristino e recupero, ovviamente pianificati ed inseriti in un più ampio progetto complessivo di gestione del territorio, che a fronte di una spesa contenuta possono garantire risultati importanti nella difesa del suolo".

Sugli eventi in Liguria si è espresso anche Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, allargando il discorso a tutto il Paese. "E' diventato difficile vivere in un Paese dove, oltre all'atavica carenza infrastrutturale, gli inverni portano con se una lunga scia di danni, devastazioni e troppo spesso anche di morti. Ad ogni pioggia si spera che non succeda nulla, ma ogni volta purtroppo qualcosa succede, ora grave, ora meno grave. In casa, in treno o in automobile può succedere di essere investiti dall'onda di piena di un fiume o di essere travolti da una frana. Una situazione davvero insopportabile, vivessimo anche in un Paese del terzo mondo" denuncia Graziano.

La realtà è disarmante e qualcosa deve cominciare a cambiare. "Negli ultimi 5 anni - ha proseguito Graziano - stiamo assistendo con una frequenza allarmante ad alluvioni e frane, che coinvolgono il Paese da Nord a Sud senza risparmiare città e regioni importanti, ricche ed industrializzate o aree di grandi tradizioni storiche e culturali e di grande bellezza paesaggistica. Quando verrà la volta di ripensare una volta per tutte le strategie, ridefinire gli obiettivi ed i quadri programmatori, ripensare le politiche e gli strumenti normativi e operativi per uscire dal paradosso di un Paese che non riesce a passare dall'emergenza alla gestione ordinaria del territorio?".

Una domanda a cui lo stesso Graziano si risponde: "forse sin quando non saranno attribuite con chiarezza competenze e soprattutto responsabilità", e questo è certo, ma la questione rimane in realtà aperta e con un disperato bisogno di risposta.

Redazione/sm

(fonte: CNG)