Geologi su Pollino: microzonazione
e costruzioni antisismiche

Lo sciame sismico nel Pollino è stato l'oggetto una conferenza -organizzata dall'Ordine dei Geologi della Calabria- dalla quale sono emerse, fra le altre cose, la necessità di una dettagliata mappatura del territorio e di un piano di messa in sicurezza degli edifici esistenti unitamente a regole chiare e imprescindibili per le nuove costruzioni

Si è svolta a Mormanno (CZ) la conferenza, organizzata dall'Ordine dei Geologi della Calabria e dalla Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) sul tema "Lo Sciame Sismico del Pollino", argomento quanto mai pregnante visto che nell'ultimo anno, com'è noto, oltre 500 scosse sismiche di modesta entità si sono ripetute nell'area del Pollino, interessando diversi comuni della Calabria e della Basilicata, posti al confine tra le due regioni,e alimentando timori tra gli abitanti.

L'evento è stato un importante momento di approfondimento delle conoscenze sul fenomeno locale che ha rappresentato l'occasione per richiamare l'attenzione delle Istituzioni  e dei cittadini sull'importanza dello studio e dell'analisi geologica del territorio quale insostituibile strumento di prevenzione. Un dibattito di estrema importanza anche per l'opinione pubblica, moderato da Francesco Fragale, segretario dell'Ordine dei Geologi della Calabria e Referente SIGEA.
 
Molti gli interventi di grande interesse, tutte voci che, ognuno per la propria area di competenza, andavano in una unica direzione: necessitano prevenzione, previsione, e informazione poiché, come ha sottolineato Edoardo D'Andrea, Responsabile delle attività di mitigazione del Rischio Sismico del Settore Protezione Civile: "troppo spesso manca la cultura della Protezione civile".

Paolo Cappadona, Consigliere Nazionale dei Geologi ha focalizzato l'attenzione su uno strumento indispensabile di prevenzione del rischio sismico: "L'intero territorio della Regione Calabria - ha evidenziato Cappadona - è esposto ad un elevatissimo rischio sismico come unanimemente riconosciuto dagli esperti del settore. Considerata la complessità e la fragilità strutturale del territorio Calabrese - ha affermato - una seria politica di prevenzione e di difesa dai terremoti non può prescindere da una dettagliata mappatura delle aree che possono dar luogo ad amplificazione dello scuotimento sismico per le loro intrinseche caratteristiche geologiche e geomorfologiche. Per questo motivo è stata evidenziata ai Sindaci ed agli amministratori presenti al convegno, la possibilità di utilizzare i fondi previsti dalla OPCM 3907/2011 per la redazione degli studi di microzonazione sismica a scala comunale."

Il Presidente dell'Ordine dei Geologi della Calabria, Arcangelo Francesco Violo, intervenendo alla conferenza ha ribadito con fermezza "che non si può prescindere dalle norme antisismiche sulle costruzioni per prevenire e mitigare il rischio sismico. E' indispensabile attuare un piano di messa in sicurezza degli edifici esistenti e deve essere attuata al più presto la Legge sismica della Regione Calabria (L.R. 35/09)".

A questo riguardo abbiamo rivolto al Dott. Violo alcune domande:

Dott. Violo, quanto tempo e quanti risorse occorrerebbero per attuare un piano di messa in sicurezza degli edifici esistenti?
"La Calabria è la Regione a più elevato rischio sismico d'Italia con 261 comuni in zona 1 e i restanti 148 in zona 2, e allo stesso tempo ha uno dei patrimoni edilizi più vulnerabili d'Italia, sia per quanto riguarda i centri storici sia per quanto riguarda il fatto che è stata teatro di un pesantissimo abusivismo edilizio che ha visto sorgere,  soprattutto negli anni 70 e 80, decine di migliaia di edifici abusivi. Fra questi non solo edifici privati anche pubblici, come ad esempio tante scuole, che non sono adeguate al rischio sismico.
Quindi per attuare un piano di messa in sicurezza degli edifici esistenti  ci vogliono risorse finanziarie cospicue, come ho già detto in altre occasioni: se fosse vero, come pare,  che il ponte sullo stretto di Messina non si fa più, mi chiedo perchè non destinare quei fondi alla messa in sicurezza di regioni come Sicilia e Calabria per il rischio sismico e il rischio idrogeologico.

Lei ha sottolineato l'importanza della necessità di attuare al più presto la Legge sismica della Regione Calabria (L.R. 35/09)...
"Sì, la regge sismica regionale 35 del 2009 va attuata al al più presto. Nonostante ci sia una sentenza della Corte Costituzionale del 2006 sulla Regione Toscana in cui si afferma che le regioni ad elevato rischio sismico devono avere il controllo sistematico di tutti i progetti che vengono presentati, a tutt'oggi ancora siamo in regime di deposito. Questa legge, emanata nel 2009, a causa di continue proroghe ancora non viene applicata: l'ultimo deferimento è per il 1 luglio prossimo e speriamo che da quella data venga finalmente applicata, almeno per le costruzioni nuove e per gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico, per rendere meno vulnerabili gli edifici".

Vi aspettate che ci sia la consapevolezza da parte del cittadino dell'importanza del rispetto delle regole che questa legge prevede in materia di prevenzione antisismica, o prevedete che verrà piuttosto considerata come un fardello burocratico?
"Io credo che i cittadini siano concordi con questa legge perché capiscono che su questo tema è bene che ci sia un controllo, da cui deriva anche il vantaggio di una maggiore qualità della progettazione. Per attuarlo però occorrono pratiche tecnico amministrativo snelle e sarà necessario che i tempi per le autorizzazioni a costruire non si allunghino. Le Regioni si devono dotare al più presto di personale tecnico con competenze specifiche che possa valutare le pratiche e i progetti presentati, coadiuvanti da un sistema telematico di deposito (e la Calabria sta provvedendo in questo senso) che esegua un pre-controllo in modo da velocizzare le pratiche. Non bisogna far perdere troppo tempo a chi ha necessita di costruire un edificio o di attuare un investimento industriale ma allo stesso tempo dobbiamo essere certi e tranquilli sui requisiti di sicurezza.

Mi ricollego infine a quanto affermato dal collega Cappadona per ribadire la nostra richiesta che gli studi di microzonazione sismica, che già si effettuano in alcune zone, siano estesi a tutto il territorio regionale: la mappatura geologica del territorio ha un'importanza fondamentale anche ai fini degli effetti di sito che il terremoto, che come noto, ha effetti diversi anche in base al tipo di caratteristica geologica".

 

Patrizia Calzolari