Giglio, rimozione Concordia:
consorzio italo-americano

A maggio cominceranno le operazioni di rimozione del relitto della nave Concordia: sarà recuperata intera dal consorzio italo-americano Titan-Micoperi e rimorchiata in un cantiere per la demolizione

La controversa questione della rimozione del relitto della nave Costa Concordia, incagliata sulla costa dell'isola del Giglio dal 13 gennaio scorso, sembra essere arrivata ad una conclusione. La nave incagliata sarà recuperata dal consorzio italo-americano Titan-Micoperi: sarà rimossa intera e rimorchiata in un cantiere per la demolizione.

L'annuncio è arrivato ieri da Costa Crociere e dalla struttura del Commissario delegato per l'emergenza. I lavori, soggetti ancora all'approvazione finale da parte delle Autorità italiane, inizieranno a maggio, con una durata di un anno.  Il piano per il recupero è stato scelto da un comitato tecnico di valutazione, composto da esperti di Costa Crociere, Carnival Corporation & plc, London Offshore Consultants e Standard P&I Club. Tra gli altri cinque, quello di Titan Salvage/Micoperi è stato scelto perché risponde maggiormente ai principali requisiti richiesti: rimozione intera del relitto; minor rischio possibile; minor impatto ambientale possibile; salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell'Isola del Giglio; massima sicurezza degli interventi.

Pier Luigi Foschi, presidente e amministratore delegato di Costa Crociere si è detto soddisfatto: "Come già successo per la rimozione del carburante, abbiamo cercato di individuare la soluzione migliore per salvaguardare l'isola e il suo ambiente marino e restituirla al più presto alla sua innata vocazione turistica. Vogliamo inoltre ringraziare le società Smit Salvage e Tito Neri per il successo nelle operazioni di defueling e caretaking."

La rimozione, sarà l'ultima fase delle operazioni di recupero del relitto. Il "defueling", ovvero l'estrazione del carburante dai serbatoi, si è concluso con successo lo scorso 24 marzo mentre il "caretaking", la pulizia del fondale marino e il recupero di materiali usciti dalla nave in seguito all'incidente, continuerà sino a quando Titan Salvage e Micoperi non inizieranno i loro lavori. Terminata la rimozione, si provvederà alla pulizia dei fondali e al ripristino della flora marina. Ancora non è chiaro in che porto italiano verrà trasportata la nave (in corsa Livorno, Palermo, Genova). Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha affermato che si batterà perchè "il lavoro di smantellamento o recupero resti in Toscana: per ragioni di giustizia, per ragioni ambientali e anche per buon senso, visto che il porto di Livorno è quello piu' vicino''.