#giocadanticipo: petizione on-line per la mitigazione del rischio alluvioni

Un dettagliato appello al presidente del Consiglio tramite una lettera-mozione sottoscrivibile su change.org: è la "Proposta Tecnico-Scientifica per la mitigazione del rischio alluvionale in Italia" mirata a mettere in campo azioni di studio e prevenzione ed evitare il più possibile le disastrose conseguenze delle alluvioni

Una "Proposta Tecnico-Scientifica per la mitigazione del rischio alluvionale in Italia" indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, una petizione on-line sulla piattaforna change.org, che si rifà alla mozione presentata durante celebrazioni per la ricorrenza delle alluvioni del 4 novembre 1966 in occasione dei 50 anni dell'alluvione di Firenze. 
I promotori sono il Gruppo Italiano di Idraulica (GII), il Consorzio Interuniversitario per l'Idrologia (CINID) e il Comitato Firenze 2016, oltre a tutti i partecipanti
al seminario diffuso "L'alluvione, le alluvioni. Memoria e azione" organizzato in quell'occasione nelle sedi di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Cassino, Cosenza, Firenze, Genova, Latina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Potenza, Roma, Salerno, Torino e Trento.
L'intento è quello di riportare all'attenzione della politica  sul tema dei rischi
idrologico, geologico e alluvionale nel nostro Paese, per uscire da circolo vizioso che raccoglie la massima attenzione attorno al tema solo quando accade una tragedia, per poi essere accantonato in fretta. Un circolo, scrivono i promotori, che però, può diventare virtuoso se si gioca d'anticipo, se si mettono in atto misure concrete di  prevenzione e ci si dota di un programma nazionale di ricerca e sviluppo in questo ambito.
#giocadanticipo, non a caso, è l'hashtag che contraddistingue questa campagna.
Il traguardo è il raggiungimento di 1000 firme, al momento ne sono già stata raccolte 638 (dato, ovviamente, in continuo aggiornamento).

Ecco il testo integrale della mozione:
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Il 4 novembre 2016 si è celebrato il cinquantesimo anniversario delle alluvioni che, nel 1966, hanno devastato Firenze, Venezia ed una larga parte del territorio italiano. Da allora ad oggi si è verificata in Italia una serie impressionante di eventi alluvionali che hanno provocato circa 950 vittime e danni incalcolabili. Questi eventi, così come i recenti e drammatici episodi sismici, indicano che la difesa dal rischio idrologico e geologico, e più in generale dai rischi naturali, deve confermarsi come una priorità irrinunciabile per il Paese.

Nei 50 anni che sono passati dalle alluvioni del 1966 la comunità scientifica ha chiaramente dimostrato che la difesa dalle alluvioni del territorio italiano è possibile, a patto che sia attivata
un'efficace programmazione ed un'efficiente azione tecnica finalizzate alla prevenzione ed all'educazione dei cittadini, con un approccio che consideri i rischi naturali nella loro globalità.
La comunità scientifica e tecnica dell'ingegneria idraulica italiana ha organizzato, in contemporanea in venti città, un seminario diffuso intitolato "L'alluvione, le alluvioni. Memoria e azione" in cui si è discusso di prevenzione delle alluvioni e dei rischi naturali, per coniugare memoria e progettualità per il futuro (https://cinid.it/lalluvione-le-alluvioni-memoria-e-azioni-seminario-diffuso-4-novembre-2016locandine/).
L'iniziativa ha avuto grande successo, con oltre cento relatori e migliaia di partecipanti in tutta Italia. La discussione ha offerto spunti di grande interesse: in particolare, si è richiamata la necessità di sviluppare una consapevolezza diffusa del rischio, che consenta alla popolazione di affrontare, con adeguata preparazione, gli eventi calamitosi. Si è rimarcata la necessità di affiancare in modo organico contromisure attive (opere ingegneristiche e strategie di gestione dell'emergenza) e aspetti comportamentali. Si è sottolineato come le azioni di sistema e la cooperazione fra gli enti pubblici, gli ordini professionali, gli enti di ricerca e di formazione siano elementi ineludibili per affrontare le catastrofi naturali, coerentemente con le indicazioni che ci provengono dalla comunità internazionale (United Nations Office for Disaster Risk Reduction). Dalle conclusioni tratte nei diversi seminari locali, sono emerse le seguenti considerazioni:

• Da oltre 15 anni non sono più operativi, per mancanza di adeguati finanziamenti, gruppi di lavoro nazionali sul tema del rischio alluvionale - quali erano ad esempio il Progetto Finalizzato Conservazione del Suolo (1977-1982) e il Gruppo per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche, GNDCI (1985-2002) - capaci di garantire un continuo trasferimento della conoscenza dall'accademia al mondo delle professioni e la presenza attiva di una massa critica di Ricercatori e di Università operanti in modo sinergico su tematiche di difesa del suolo.
Il Programma Nazionale della Ricerca 2015-2020 trascura il tema del rischio alluvionale e del dissesto idrologico e geologico, che in realtà è una delle più rilevanti e drammatiche emergenze del Paese.
Le risorse dedicate al potenziamento, o anche solo al mantenimento in condizioni di perfetta funzionalità, della rete italiana di monitoraggio idro-meteorologico non sono adeguate.
Mancano strutture tecniche interdisciplinari a disposizione degli Enti Locali per la gestione della sicurezza e dello sviluppo del territorio.
L'azione intrapresa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri denominata Piano Casa Italia, in risposta alla recente emergenza sismica, rappresenta un modello esemplare di coinvolgimento della comunità scientifica e di superamento della frammentazione delle competenze per la mitigazione dei rischi naturali.

Pertanto gli organizzatori del seminario diffuso GII Gruppo Italiano di Idraulica, Consorzio Interuniversitario per l'Idrologia (CINID) e il Comitato Firenze 2016,- insieme alla rete delle professioni offrono piena collaborazione per affrontare l'emergenza nazionale e chiedono:
•  Che il Paese torni a dotarsi di un programma di ricerca e sviluppo di rilevanza nazionale nell'ambito del rischio alluvionale, per mettere a sistema le conoscenze che si vanno sviluppando e riattivare il circolo virtuoso che in passato garantiva un continuo trasferimento delle conoscenze tra mondo accademico, enti pubblici, rete delle professioni e società civile.
Che sia fattivamente compreso nel Piano Casa Italia il tema del rischio idrologico e geologico, per dare vita ad una strategia omnicomprensiva e concertata che tratti il tema dei rischi naturali sulla vita dei cittadini, sul patrimonio costruito e sui beni culturali nella sua globalità.
Approvato dai partecipanti al seminario diffuso nelle sedi di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Cassino, Cosenza, Firenze, Genova, Latina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Potenza,
Roma, Salerno, Torino e Trento".

red/pc

Per leggere (e firmare) la  petizione: https://www.change.org/p/proposta-tecnico-scientifica-per-la-mitigazione-del-rischio-alluvionale-in-italia