fonte foto: Croce Rossa Italiana

Giornata mondiale del volontariato: Croce Rossa presenta "People on war"

Si tratta del più grande sondaggio sulle guerre e sui diritti umani che ha avuto luogo tra giugno e settembre, in sedici paesi, grazie alla disponibilità di 17mila persone: il Comitato Internazionale di Croce Rossa lo presenta oggi, in occasione della Giornata mondiale del volontariato

In occasione della Giornata mondiale del volontariato, la Croce Rossa presenta "People on war", uno studio globale che rivela un forte sostegno per le Convenzioni di Ginevra, ma una crescente indifferenza per la tortura.

La guerra deve avere dei limiti: è questo il primo risultato che si legge nel sondaggiodel Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR), che rivela anche opinioni preoccupanti sulla tortura e sulle vittime civili.

Il sondaggio ha avuto luogo tra giugno e settembre, in sedici paesi e sono state ascoltate oltre 17mila persone.

"Quest'anno abbiamo partecipato al sondaggio con alcune domande mirate per il pubblico italiano. Solo il 46,4% sa che le Convenzioni di Ginevra fissano i limiti della guerra, mentre il 21,3% risponde con "non so". Questo significa che più della metà del campione intervistato pensa che le Convenzioni di Ginevra non fanno una reale differenza sul terreno. Il sondaggio italiano mostra anche come il pubblico sappia che il non rispetto delle leggi di guerra porta la gente a scappare dal proprio paese. Ma alla richiesta di maggiore assistenza a chi scappa dalla guerra, solo il 41,8% risponde positivamente, mentre il 25,5% è contrario e i "non so" sono tanti. Questo sondaggio è molto importante perché, oltre a fotografare la situazione italiana, ci motiva, se possibile ancora di più, nella diffusione del diritto internazionale umanitario a ogni livello e nella sensibilizzazione delle nostre comunità sulle ragioni della migrazione e sulle storie delle persone che sbarcano sulle nostre coste", ha dichiarato il vicepresidente di Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro.

"Presentare questo sondaggio in occasione della Giornata mondiale del volontariato è un segnale che vogliamo dare a livello globale. Ogni giorno milioni di volontari prestano la loro opera di soccorso e in tante occasioni rischiano la loro vita per aiutare i più vulnerabili. Con questo report dobbiamo far capire al pubblico e ai Governi che il mancato rispetto delle leggi di guerra non colpisce solo gli stati che vivono i conflitti armati, ma tutta la Comunità internazionale. In questa giornata, il nostro pensiero va a tutti quei volontari che sono stati uccisi mentre sostenevano i più bisognosi. Lo ribadiamo a chiare lettere: i civili e gli operatori umanitari devono essere rispettati e non possono diventare un obiettivo militare", ha spiegato il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca.

Otto su dieci persone intervistate pensa che i combattenti dovrebbero evitare il più possibile i civili, quando si attacca il nemico. Lo stesso numero pensa che attaccare ospedali, ambulanze e operatori sanitari, al fine di indebolire un nemico, sia sbagliato.

Tuttavia, un sorprendente 36% degli intervistati ritiene che i combattenti nemici catturati possano essere torturati per ottenere importanti informazioni militari. Solo un po' meno della metà delle persone (48%) intervistate quest'anno, crede che questo comportamento sia sbagliato, rispetto al 66% del sondaggio del 1999. Il 16% ha risposto di non sapere.

"In questi tempi difficili, è incoraggiante vedere che la stragrande maggioranza delle persone crede che le leggi di guerra siano importanti. Questo riconoscimento dei valori umani fondamentali spicca di fronte delle violazioni spaventose che vediamo quotidianamente nel nostro lavoro", ha detto il presidente del CICR, Peter Maurer.

L'indagine dimostra che chi vive in una zona di guerra o in paese limitrofo ha maggiori probabilità di rispondere umanamente alle domande sulle leggi di guerra: il 78% delle persone che vivono nei paesi colpiti dalla guerra, infatti, ha detto che è sbagliato attaccare combattenti nemici in aree popolate, sapendo che molti civili sarebbero stati uccisi. Negli altri paesi solo il 50% delle persone ha detto che è sbagliato.

"Di fronte alle costanti immagini raccapriccianti che arrivano dalle prime linee di tutto il mondo, non dobbiamo perdere la nostra empatia e diventare insensibili alla sofferenza umana", ha detto Maurer. "Ma il messaggio schiacciante che proviene da questa indagine è che le persone credono fermamente nell'importanza del diritto internazionale umanitario, comprese le Convenzioni di Ginevra, e della protezione dei civili durante i periodi di conflitto".

red/lg

(Fonte: Croce Rossa Italiana)