Fonte sito Unesco

Giornata Mondiale dell'Acqua: 2,2 miliardi di persone non hanno acqua potabile

Dal report Unesco emergono dati e esempi che provano come l'acqua sia uno degli strumenti più efficaci per garantire pace e prosperità nel mondo

Nel mondo ad oggi sono 2,2 miliardi le persone che non hanno ancora accesso all'acqua potabile. Mentre 3,5 miliardi non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari. Questo perchè, come si legge nel rapporto Unesco 2024 pubblicato in occasione dell'odierna Giornata Monidiale dell'Acqua, "le città e i comuni non sono riusciti a sviluppare servizi di fronte alla crescita accelerata della popolazione urbana". Un problema che quindi non colpisce più solo le zone rurali. 

Nel rapporto "The United Nations World Water Development Report 2024: water for prosperity and peace" l'Unesco ribadisce che per questi motivi l'obiettivo 6 dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ovvero quello di garantire l'accesso all'acqua per tutti "è lontano dall'essere raggiunto". E che "c'è motivo di temere che tali disuguaglianze possano continuare ad aumentare rischiando di provocare dei veri e propri conflitti". Al contrario quindi la prosperità dell'acqua può garantire la pace tra i popoli. Tra gli esempi citati nel rapporto compare quello delle Yemen, uno dei paesi più "assetati" e poveri secondo l'Onu. Qui tre villaggi dipendono dalle acque della diga di Malaka, soprattutto per l'uso agricolo e di allevamento. Per questo motivo il bacino d'acqua è stato al centro di scontri e contese che hanno portato ad un decreto per vietare l'accesso all'acqua. Per superare le contese un gruppo di donne dei villaggi si sono unite in un'associazione per la gestione dell'acqua, cosa che ha permesso di superare le controversie e arrivare a un negoziato di pace tra i villaggi. Il caso è citato anche perchè, in seguito, grazie al sostegno della Fao è stato costruito un sistema idrico che ha permesso di non doversi più recare ogni giorno alla diga per soddisfare il fabbisogno idrico. Ma gli esempi di cooperazione dal basso come questo sono tanti. Tra gli altri il rapporto Unesco cita ad esempio quanto accaduto nello stato del Gujarat, in India, teatro del tragico terremoto del 2001 che fece 20mila vittime. Qui da alcuni anni i canali d'acqua sono stati coperti con pannelli solari che hanno permesso di produrre energia, evitare l'evaporazione dell'acqua e una riduzione della presenza di alghe nocive. In questo modo oggi ogni chilometro di canale ha un potenziale di 2 Megawatt. Tra gli esempi citati come soluzioni alla carenza d'acqua viene citato anche il sistema di sussidi per la fornitura d'acqua introdotto negli anni Novanta in Cile che copriva dal 25 all'85% della bolletta d'acqua. Insomma, tirando le somme: "per preservare la pace gli stati devono rafforzare la cooperazione internazionale e accordi transfrontalieri", ha affermato la direttrice generale dell'Unesco, Audrey Azoulay

Tra i dati che emergono dal rapporto ci sono poi quelli relativi alla siccità. "Tra il 2002 e il 2021 la siccità ha colpito più di 1,4 miliardi di persone, ricorda l'Unesco aggiungendo che a “partire dal 2022, circa la metà della popolazione mondiale ha sperimentato una grave scarsità d'acqua per almeno una parte dell'anno, mentre un quarto ha dovuto affrontare livelli estremamente elevati di stress idrico, utilizzando oltre l'80% della fornitura annuale di acqua dolce rinnovabile". Ed è stata proprio la siccità a causare il 10% dei nuovi migranti della terra. L'Acqua insomma è davvero fonte di pace e prosperità. Un fenomeno che con la crisi climatica sarà destinato ad aumentare.

red/cb
(Fonte: Avvenire, Unesco, Ansa)