fonte foto: Croce Rossa Italiana

Giorno del ricordo, Rocca, CRI: "La storia di ripete, anche oggi guerra e torture"

"Una vicenda da raccontare alle giovani generazioni, perché purtroppo la storia si ripete e, ancora oggi, sono tante le popolazioni in fuga dalla violenza, dalla tortura e dalle guerre, alla ricerca di un futuro migliore": così Francesco Rocca, presidente CRI oggi in occasione della celebrazione del Giorno del ricordo

Si celebra oggi 10 febbraio il Giorno del ricordo, solennità civile nazionale italiana, istituita con la legge 30 marzo 2004,  in memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. La data prescelta si riferisce al giorno in cui, nel 1947, fu firmato il trattato di pace che assegnava alla Jugoslavia l'Istria e la maggior parte della Venezia Giulia.

"Ormai è noto che, per oltre 50 anni, sulla tragedia delle foibe e il conseguente esodo di 350.000 italiani da Istria, Fiume e Dalmazia è calato il cosiddetto 'lungo silenzio'. Solo negli anni '90 del secolo scorso è iniziato a crollare il muro dell'oblio fino a giungere, nel 2004, alla legge dello Stato con la quale è stato istituito il Giorno del Ricordo. E' importante, come disse il Presidente Napolitano in occasione di una celebrazione ufficiale, 'non tacere una tragedia rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali'. Pochi sanno che, nel processo di emersione della vicenda, significativa rilevanza hanno avuto i report stilati dalla Croce Rossa e dalla Guardia di Finanza, tra i pochissimi documenti non distrutti attraverso i quali è stato possibile ricostruire i fatti e, talvolta, ritrovare alcuni nomi di persone 'scomparse'. Personale della Croce Rossa Italiana fu arrestato, a Trieste e Pola, tra il maggio e il giugno del 1945. Di loro non si è più saputo nulla. Infine il Comitato Internazionale di Croce Rossa fece opera di mediazione per la liberazione dei prigionieri italiani nei campi di concentramento del confine orientale. Questi sono solo alcuni esempi di una delle pagine strappate più dolorose della nostra storia, ancora tutta da ricostruire, e nelle quali si intreccia l'importante lavoro della Croce Rossa a favore degli esuli. Ma, soprattutto, è una vicenda da raccontare alle giovani generazioni, perché purtroppo la storia si ripete e, ancora oggi, sono tante le popolazioni in fuga dalla violenza, dalla tortura e dalle guerre, alla ricerca di un futuro migliore", ha dichiarato il Presidente nazionale di Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca.

red/pc