Giovane e senza padrini. La fotografia del volontariato in Italia

Il Centro Nazionale per il Volontariato ha cercato risposte alle tante domande sul volontariato in Italia. Ne è emersa una ricerca, che fotografa un settore giovane, dinamico, ma dimenticato dalla politica nazionale

Un volontariato giovane, in crescita, fortemente ancorato ai valori di coesione sociale. Ma anche sfiduciato verso la politica e che si sente "lasciato a se stesso". E' il quadro che emerge dalla ricerca promossa dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione e dal Centro Nazionale per il Volontariato. Una ricerca presentata oggi a Lucca, nella giornata inaugurale del Festival del Volontariato.
Quella che emerge è una fotografia, un'istantanea, di un mondo a colori circondato da ampie zone grigie. Hanno i colori dell'iride le 1900 associazioni censite, che guardano al futuro spinti dalla voglia di andare avanti, spesso soli contro tutti. Più sfocato, a volte tendente al carbone, tutto l'apparato istituzionale-politico che ruota attorno al settore del welfare: istituzioni che dovrebbero essere la stampella del macroscomso "volontariato" e che invece spesso invertono i ruoli, riversando le proprie debolezze e criticità su chi dedica il proprio tempo alla causa comune.

Numeri che parlano chiaro. Sono i numeri, raccolti nella ricerca, a rendere meglio di tante parole l'immagine del volontariato in Italia. Un settore giovane. Il 72,3% delle organizzazioni censite ha meno di 26 anni. Il 42% è nato dopo il 1995. Quasi i due terzi del campione di organizzazioni di volontariato (1.210 pari al 64,3% dei 1.883 rispondenti alla domanda) risulta fondato nei venti anni che vanno dal 1987 al 2006. Aggiungendo a queste le 151 (8,0%) di istituzione più recente (dal 2007 ad oggi) se ne deduce che una quota pari al 72,3% delle organizzazioni intervistate ha meno di ventisei anni, mentre solo il 5,6% ne ha più di 50.
Ma il dato forse più importante è che più dell'81% di esse sono nate dall'iniziativa spontanea di un gruppo di persone. Un segnale di vita che contrasta con il ritratto generale di una società che negli ultimi decenni ha troppo spesso subito gli eventi, perdendo nel tempo capacità propositiva.

Grandi o piccoli? Un ulteriore focus della ricerca descrive la propensione delle associazioni di volontariato alla federazione. Il quadro è diviso a metà: nel tempo parte dei nuclei associativi si è unito sotto un'unica bandiera, mentre l'altra faccia della medaglia ha continuato ad agire indipendentemente. Non si tratta di giudizi di merito, ma di semplice analisi organizzativa. La decisione se federarsi in grandi gruppi o restare piccole realtà territoriali dipende, secondo la ricerca, dalle specificità delle singole associazioni. In particolare, le OdV operanti nel settore Sanitario mostrano una propensione all'affiliazione molto più alta della media del campione (oltre il 70% delle OdV di questo settore sono affiliate) e, all'estremo opposto, le OdV del settore dei Beni Culturali una molto più bassa (meno del 23% in questo caso risultano affiliate). Ci sono differenze anche riguardo la distribuzione geografica: le OdV del Sud e delle Isole mostrano una maggiore propensione all'affiliazione federativa nazionale (il 58% delle OdV che hanno sede in questa area dichiara di essere affiliata), mentre le OdV delle regioni del Nord-Ovest hanno su scala nazionale il tasso di affiliazione più basso (circa il 39%).

Gli interlocutori? I Comuni. Dai dati emerge chiaramente che chi si interfaccia e, spesso, risponde alle esigenze delle Organizzazioni di Volontariato sono i Comuni. Due organizzazioni su tre dichiarano di avere avuto nell'ultimo anno rapporti significativi con un Comune o una Comunità Montana, mentre molto meno frequenti sono i rapporti di rilievo con Provincia, Regione e altri enti pubblici. C'è anche un altro dato che suscita curiosità: 4 OdV su 10, nell'ultimo anno, sostengono di avere collaborato con partiti e sindacati in modo giudicato significativo. La critica al "sistema" in questo caso viene evidentemente messa da parte.Per quanto riguarda gli aspetti di questi rapporti, circa il 45% delle OdV del campione ha avuto nell'ultimo anno Convenzioni con Enti Pubblici. Si tratta in termini assoluti di 860 OdV sulle 1.901 intervistate. Fra i settori che più si dotano, per la propria attività, di Convenzioni con Enti Pubblici ci sono nell'ordine le OdV della Protezione civile, dei Beni ambientali e del settore Sanitario.

Il problema di sempre. I soldi. Il settore del sociale, volontariato compreso, è al centro di tagli economici pesanti. I finanziamenti pubblici sono determinanti in un contesto che difficilmente riesce a trovare introiti alternativi. L'autonomia finanziaria per l'avvio di nuovi progetti sembra essere particolarmente ardua per le OdV della Protezione Civile: meno di un terzo di queste (il 31%) potrebbe sopravvivere senza trasferimenti pubblici. Poco spiccata è la propensione all'autofinanziamento anche per il Sociale (44%) mentre tutti gli altri settori si comportano in maniera sostanzialmente omogenea (tutti con percentuali comprese nella fascia dal 54% (Socio-sanitario) al 59% (Beni ambientali).

La politica non sempre risponde. La ricerca della Fondazione Volontariato è andata a esplorare anche confini non scontati. In testa alla lista il rapporto fra mondo del volontariato e la politica. Un legame piuttosto distante: le associazioni sono spesso inascoltate, sottorappresentate nel panorama sociale, interpellate solo nel periodo elettorale per poi scontrarsi con una serie di "no" dalle segreterie del politico di turno. I Presidenti che esprimono soddisfazione verso le politiche locali dell'ultimo anno (i dati sono del 2011) sono il 46% mentre coloro che si ritengono soddisfatti della politica nazionale per il volontariato dell'ultimo anno scendono al 17% dei Presidenti. Anche qui c'è da fare una distruzione territoriale. I Presidenti delle OdV operanti nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est mostrano livelli di soddisfazione più alti (superiori al 50%) mentre di contro il tasso di fiducia per la politica locale crolla al Sud al di sotto del 30%. Tutti d'accordo invece nel constatare la latitanza della politica nazionale sui temi del volontariato: le rilevazioni effettuate trovano insoddisfatti i Presidenti delle OdV di tutta Italia.



Walter Milan


(fonte: CNV)