fonte foto: Saer

Gli interventi Cnsas del weekend

Ancora un fine settimana critico, per il Soccorso Alpino. Molte le richieste di intervento, in tutta Italia. Ecco alcune delle operazioni che hanno visto impegnate le squadre di soccorritori

Alle 14 circa di ieri pomeriggio, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del sentiero che da Federavecchia porta al Rifugio Vandelli, Cortina d'Ampezzo, in seguito all'allertamento del 118 da parte di 4 escursionisti che, usciti dall'itinerario, erano rimasti bloccati in un punto ripido di roccette, incapaci di proseguire o di tornare sui loro passi. R.D.O., 38 anni di Crema, D.N., 25 anni, di Castello d'Argile (BO), S.A., 24 anni, di Cento (FE), e A.V., 34 anni, di Bologna, due uomini e due donne, sono quindi stati individuati e recuperati dall'eliambulanza e condotti a valle. I quattro si trovavano su una traccia non segnata, in un traverso particolarmente esposto. Sbarcato in hovering, il tecnico di elisoccorso li ha assicurati e spostati uno a uno dal punto in cui si trovavano vicini alla parete, per facilitare il recupero avvenuto con un verricello di una ventina di metri. Alle 15.30, dopo aver imbarcato un tecnico del Soccorso alpino della Val Pettorina per indirizzare l'equipaggio sul luogo dell'incidente, l'elicottero di Trento si è diretto verso il Lech dei Giai, nel comune di Rocca Pietore, dove una donna, L.D.R., 62 anni, di Mestre (VE), scendendo dal sentiero era ruzzolata per oltre 20 metri, riportando un trauma alla gamba e varie escoriazioni. Imbarcata, è stata trasportata all'ospedale di Belluno. Pronta a intervenire in piazzola una squadra di altri 4 soccorritori. Contemporaneamente l'eliambulanza di Pieve è intervenuta sulla Torre Trieste, nel Comune di Taibon Agordino. Una cordata di tre alpinisti spagnoli era stata colpita da un sasso caduto dall'alto che aveva danneggiato le corde e ferito al piede uno dei rocciatori. I tre, che si trovavano sopra la seconda cengia e si erano poi calati fino al terrazzino, sono stati caricati in hovering. M.G., 28 anni, è stato poi accompagnato all'ospedale di Belluno con un probabile trauma alla caviglia. Di seguito l'elicottero di Pieve di Cadore e volato sul sentiero 472, che porta alle orme dei dinosauri sul Pelmetto, Val di Zoldo, per un escursionista di Cencenighe Agordino (BL), S.F., di 71 anni, accompagnato dalla moglie, che si era sentito poco bene: l'equipaggio è stato aiutato da un soccorritore trentino presente sul posto. Imbarellato, l'uomo è stato recuperato con un verricello di 20 metri e accompagnato a Belluno. Nella stessa zona era scattato l'allarme per un bimbo di 10 anni, perso di vista dai genitori. Fortunatamente, mentre una squadra del Soccorso alpino della Valle di Zoldo si portava sul posto, il bambino è stato rintracciato e l'allarme è rientrato. Attorno alle 19 l'elicottero è poi stato dirottato sullo Spigolo dell'Agner per due alpinisti in difficoltà. Per problemi a una gamba, infatti, una scalatrice arrivata con il compagno a circa 150 metri dalla cima non era più in grado di avanzare nella progressione. L'uomo ha cercato di farla salire il più possibile, poi ha contattato il 118. L'alpinista, che aveva un probabile trauma alla gamba, e il compagno sono stati tratti in salvo con un verricello di 35 metri, portati in piazzola ad Agordo e affidati al medico del Soccorso alpino.

Intervento nel primo pomeriggio di ieri per i tecnici della Stazione "Monte Orsaro" del Soccorso Alpino di Parma, che sono stati chiamati a portare aiuto a una escursionista colta da malore su sentiero durante una passeggiata. La donna, una trentanovenne di Parma, si trovava intorno alle ore 13 sul sentiero che collega il Passo di Fugicchia al Lago Bicchiere, a circa 1700 metri di quota, nel tratto di appennino che sovrasta i Lagoni; in seguito a un malore, la sfortunata trekker si è adagiata sul terreno, accusando vertigini e non riuscendo a chiamare telefonicamente i soccorsi. Un altro escursionista, che passava casualmente sul medesimo percorso, ha soccorso per primo la donna, contattando telefonicamente la Centrale Operativa del 118. Subito la centrale di Via del Taglio ha girato l'allarme al Soccorso Alpino, che dalla Val Parma e Val Cedra è partito con due squadre; i mezzi fuoristrada hanno portato i tecnici fino alle Capanne di Badignana, dopodichè gli uomini del SAER hanno proseguito a piedi l'avvicinamento, mentre da Pavullo nel Frignano (MO) è stato messo in preallerta l'elisoccorso abilitato per recuperi sanitari in ambiente ostile. I soccorritori, dopo un lungo e faticoso avvicinamento, hanno raggiunto la donna, l'hanno messa in sicurezza e hanno predisposto l'arrivo dell'elicottero; una volta sbarcata sul posto, l'equipe sanitaria di Elipavullo ha stabilizzato l'infortunata e preparata per il successivo imbarco. Sul posto è arrivata anche una squadra del Corpo Forestale dello Stato, che insieme ad alcuni volontari del Soccorso Alpino ha messo in sicurezza l'area delle operazioni - non senza fatica - dai tanti curiosi che, armati di telefonino e fotocamere, tendevano pericolosamente ad avvicinarsi sempre più al velivolo in azione. Giunto a Corniglio, l'elicottero ha affidato la donna all'ambulanza dell'Assistenza Pubblica di Langhirano, che la ha condotta fino all'Ospedale Maggiore di Parma.

Si è concluso alle 20 di ieri sera un intervento di recupero da parte dei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna di una escursionista in difficoltà lungo il sentiero che dalla Gola di Gorropu raggiunge Genna Silana, nel comune di Urzulei. La donna, C. C. 52 anni di Quartu S.E, mentre faceva un'escursione con amici, ha dovuto interrompere la camminata perché particolarmente provata e ha attivato i soccorsi per ricevere supporto per il rientro in quanto incerta sulle sue condizioni di salute. Nell'attesa, l'infortunata è stata assistita dai suoi compagni di escursione. Allertato dalla Centrale Operativa del 118 intorno alle 18, il Cnsas ha inviato sul posto 8 tecnici della Stazione di Nuoro, i quali hanno raggiunto l'infortunata, verificato le sue condizioni fisiche e, risultando particolarmente stremata ma illesa, hanno proceduto ad accompagnarla a piedi alla sua auto monitorando costantemente il suo stato.

red/lg

(Fonte: Cnsas Veneto, Saer, Sass)