Fonte cnsas Friuli Venezia Giulia

Gli interventi del Cnsas nel fine settimana

In Veneto due vittime e un ferito grave. Una famiglia salva grazie all'Sms Locator in Friuli Venezia Giulia. Salvataggio in notturna sulle Cime di Lavaredo

È salva la famiglia che ieri, domenica 13 ottobre, si è persa nella zona di Pordenone mentre stava facendo una passeggiata nella zona del lago di Tul. I due adulti, un uomo e una donna con il proprio figlio e il cane, erano partiti  dalla Val Cosa, vicino alle Grotte di Pradis e dopo tre ore di cammino avevano perso l'orientamento e il sentiero. Da qui la decisione di chiamare il NUE112 intorno alle 18.20.
Si è quindi attivata la stazione di Maniago del Soccorso Alpino e Speleologico, con dieci tecnici provenienti da Clauzetto (PN) e altre località, che si sono immediatamente resi disponibili a mettersi in cammino. L'uomo per cercare segnale telefonico è riuscito a raggiungere un punto dal quale ha potuto attivare, tramite il vicecapostazione del Soccorso Alpino e attraverso la centrale di Torino competente, il servizio di georeferenziazione SMS Locator che ha consentito di individuare la posizione precisa in cui si trovavano. I tecnici hanno dunque potuto mettersi in cammino e in quaranta minuti sono riusciti a raggiungere il gruppo e a rifocillarli. Per evitare loro un tratto di cammino lungo, seppure in discesa, i soccorritori hanno optato di percorrere un tratto in salita, ma più breve, per raggiungere la strada e il furgone, con cui accompagnarli alla loro automobile. L'intervento si è concluso in serata. 

Poche ore prima i tecnici del  Soccorso Alpino e Speleologico Fvg questa volta della stazione di Cave del Predil assieme alla Guardia di Finanza di Sella Nevea erano impegnati in un altro intervento sul Tarvisio (UD). La squadra di otto uomini ha salvato una donna ferita che si trovava a 1500 di altitudine. I tecnici Cnasas l'hanno raggiunta ul sentiero Re di Sassonia, nelle Alpi Giulie,  in soli quaranta minuti a piedi con la barella e l'occorrente per stabilizzarla partendo dal parcheggio in Val del Lago, tra Sella Nevea e il Lago del Predil e passando per il Ricovero Brunner. Una volta stabilizzata e caricata in barella, dal momento che il luogo dell'infortunio si trovava in un punto esposto a pareti instabili, si è deciso di percorrere 400 metri con la barella per raggiungere un ampio canale dove attendere in sicurezza l'arrivo dell'elisoccorso. Alle 15 la ferita, con sospetta frattura ad un arto, è stata caricata sul velivolo con una verricellata di una ventina di metri e condotta all'ospedale di Tolmezzo mentre il compagno di escursione è sceso a piedi assieme ai soccorritori.

E' stato recuperato con un verricello di 15 metri, il giovane escursionista di 28 anni che domenica 13 ottobre è precipitato dalla Ferrata delle Anguane (VI). Il giovane, 28 anni, di Cittadella (PD), era caduto per una cinquantina di metri, finendo alla base della parete. Una prima squadra veloce di 3 tecnici si è portata sul posto, mentre l'eliambulanza di Trento imbarcava un altro soccorritore per guidare velocemente l'equipaggio sul posto e una seconda squadra si metteva in movimento. Verricellati nelle vicinanze, equipe medica, tecnico di elisoccorso hanno prestato le prime cure al giovane, che presentata un probabile grave politrauma. Imbarellato, l'infortunato è stato recuperato con un verricello di 15 metri e trasportato all'ospedale di Santa Chiara.

Un altro intervento complesso è stato portato a termine dai tecnici del Soccorso Alpino Liguria per trarre in salvo un cacciatore scivolato per un canalone. La chiamata è stata attivata per un uomo del 1957 impegnato in una battuta di caccia nella zona di Balestrino nel Savonese. Il cacciatore dopo aver sparato ad un cinghiale, nell’intento di raggiungerlo è scivolato lungo un canalone molto ripido facendo un volo di diversi metri. Fortunatamente, all’arrivo delle squadre del Soccorso Alpino di Finale Ligure e i VVF di Albenga accompagnate sul posto dagli altri cacciatori, gli è stata riscontrata solo un trauma ad un braccio, subito stabilizzato.Vista la zona molto ripida e scivolosa l’uomo è stato spostato in un luogo più sicuro mediante l’uso di corde. Successivamente grazie al taglio di alcuni alberi è stato fatto un varco sufficiente al recupero mediante verricello dell’elicottero dei VVF.

Non ce l'ha fatta invece Isidoro Ruggiero il 64 enne originario di Salerno ma residente a Milano scomparso ieri pomeriggio durante una escursione a castagne con un amico. Il ritrovamento è avvenuto circa alle 9.30 di domenica mattina, grazie alla squadra forre del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, che aveva iniziato a percorrere il greto del Torrente Torre. L'uomo si trovava prono in una pozza del torrente, a circa duecento metri dal punto in cui era stato avvistato ieri pomeriggio intorno alle 18 da un passante residente nei dintorni. Da una prima ricognizione del contesto non sembra che l'uomo sia nuovamente scivolato, ma è più probabile che le conseguenze della prima caduta gli abbiano procurato un malore e che si sia accasciato dopo essere sceso da dove era stato visto l'ultima volta in vita. Le indagini sono a carico della Guardia di Finanza.

E nello stesso giorno nel Veneto è morto anche un cacciatore in località Domegge di Cadore (BL). Le ricerche dell'uomo erano partite attorno alle 5 e 45 di mattina quando il figlio del cacciatore aveva allertato la Centrale del 118 per cercare il padre colto da malore in una zona tra il Rifugio Baion e il Ciareido, sulle Marmarole. Ricevute le coordinate una decina di soccorritori ha raggiunto l'uomo esanime, poco sotto il sentiero, ed è subentrata al figlio nelle manovre per tentare di rianimarlo, finché alle 6.45 è sopraggiunto l'elicottero Pelikan 2, che ha sbarcato l'equipe medica e il tecnico di elisoccorso. Purtroppo a nulla sono valse le manovre messe in atto e il medico ha purtroppo potuto solamente constatare il decesso di R.C., 64 anni, di Lozzo di Cadore (BL). Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma ricomposta e imbarellata è stata trasportata con il verricello dall'eliambulanza al Rifugio Baion, da dove i soccorritori l'hanno poi accompagnata alla strada per affidarla al carro funebre.

Sono salvi invece i due alpinisti tedeschi che la sera di domenica 13 ottobre, non riuscivano a trovare la via di discesa dalla normale alla Grande delle Tre Cime di Lavaredo. Sul posto è intervenuto il Soccorso alpino di Auronzo di Cadore (BL) con una squadra di sei soccorritori, che dopo aver verificato che la coppia, lui 27 anni, lei 25, stava bene, si è portata alla partenza della via ed ha raggiunto i due giovani, individuandoli a circa 2.600 metri di quota, grazie ai segnali fatti con le pile, per poi riportarli sull'itinerario corretto e scendere con loro fino alla macchina. L'intervento si è concluso a mezzanotte.

Nella giornata di sabato 12 ottobre gli uomini del Saer hanno salvato due persone, un uomo di 39 anni residente in Inghilterra e una donna di 36 residente in Kazakistan, che erano partiti nel primo pomeriggio, dalla Doganaccia (Abetone Cutigliano) per fare una gita fino allo Spigolino, un monte di 1827m s.l.m situato nella linea spartiacque che divide le provincie di Modena e Pistoia. Arrivati quasi alla sommità del monte, già al tramonto, è calata la nebbia e i due escursionisti hanno smarrito il sentiero, perdendo l'orientamento. Allarmati, hanno telefonato ai Carabinieri, che hanno fatto partire immediatamente le ricerche. Alle 18 e 45 il Soccorso Alpino e Speleologico Stazione Corno alle Scale ha fatto partire la squadra scomposta da cinque persone, verso il punto indicato. I soccorritori arrivati in zona Rifugio Duca degli Abruzzi, hanno lasciato il mezzo e proseguito a piedi. Durante l’avvicinamento, il capo squadra ha contattato telefonicamente le due persone per capire meglio la loro posizione. Alle 20.05, i due dispersi sono raggiunti dal personale Cnsas, impauriti, infreddoliti ma illesi e sono stati  riaccompagnati alla loro autovettura.

Nello stesso giorno attorno alle 15 e 30 i tecnici del Soccorso Alpino sono intervenuti sull'Appennino Reggiano, in località Cerreto Laghi, nel comune di Ventasso per salvare due cercatori di funghi di Guastalla, un ragazzo di 37anni e una ragazza di 28. I due si erano addentrati nel bosco rimanendo bloccati in una zona particolarmente impervia. Subito sono stati attivati i soccorsi, che in pochi minuti hanno visto arrivare sul posto due squadre del Saer ed i Carabinieri di Collagna. Fortunatamente in pochi minuti i tecnici del Soccorso Alpino sono riusciti a trovare i due e, constatata l'assenza di problematiche sanitarie sono stati riaccompagnati alla località turistica dove era parcheggiata la loro auto. 


Red/cb
(Fonte: Cnsas Veneto, Saer, Liguria, FVG)