(Fonte foto: Cnsas)

Gli interventi del Soccorso Alpino negli ultimi giorni

Un ragazzo è precipitato in un crepaccio per sette metri, mentre una coppia dispersa è stata recuperata durante la notte

Un adolescente friulano è precipitato, nella tarda mattinata di domenica 8 marzo, in una profonda cavità carsica mentre scendeva fuoripista nella zona del Canin, nei pressi del Pic Majot (UD) ad una quota di 1750 metri. Il ragazzo era in compagnia di uno sciatore adulto, che lo ha visto scomparire nella cavità ed ha subito allertato i soccorsi. La caduta è stata fortunosamente arrestata, dopo circa sette metri, dalla neve presente nella cavità stessa. Il ragazzo era a tiro di voce ma non visibile dall'esterno e le sue condizioni apparivano rassicuranti.

Il primo ad arrivare sul posto è stato un poliziotto del soccorso piste della Polizia di Stato che, assieme ad altri operatori del soccorso piste e della Guardia di Finanza, hanno predisposto la zona per l’arrivo dell’elisoccorso regionale con il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino. Per recuperare l’infortunato è stato necessario calare un soccorritore all'interno della cavità e successivamente recuperare entrambi con una manovra di corde. Per far giungere il tecnico dell’elisoccorso sul luogo dell’incidente è stata necessaria una verricellata di circa 30 metri al fine di evitare che il movimento delle pale potesse provocare un ulteriore caduta di neve all'interno della cavità. A Sella Nevea erano pronte ad intervenire anche le squadre di terra del Soccorso Alpino. L'intervento si e chiuso intorno alle 13.30.

È stata invece ritrovata intorno alla mezzanotte la coppia di escursonisti padovani che ieri pomeriggio aveva smarrito il sentiero durante una camminata con le ciaspe. Partiti dal Centro fondo di Campolongo per un giro, dopo aver seguito un percorso M.V., 38 anni, lui, e K.M, 37 anni, lei, avevano perso la traccia. Provando a tagliare nel bosco per rientrare, si erano trovati tra gli schianti di Vaia, con un metro di neve fresca, e alle 17.30 circa avevano chiesto aiuto. Messo in contatto con il Soccorso alpino di Asiago, l'uomo è riuscito a descrivere l'itinerario seguito e a mandare le coordinate del punto dove si trovavano tramite whatsapp, poi non è più stato possibile parlare con lui, perché ad entrambi i cellulari degli escursonisti si era scaricata la batteria.

Quattro soccorritori con due motoslitte si sono diretti nel luogo indicato, che però si è dimostrato non essere corretto e dove non erano presenti nemmeno segni della loro presenza. Dopo averli a lungo chiamati a voce, le squadre hanno iniziato a girare per cercarli e, senza alcun riscontro, alle 20 circa sono stati chiamati in supporto altri quattro soccorritori e i carabinieri di Roana, sopraggiunti con la terza motoslitta. Finché la coppia, sentendo il rumore dei mezzi, non è riuscita ad arrivare sulla strada forestale che porta al Forte Verena, dove è stata incrociata in uno dei successivi passaggi. Trasportati fino alle jeep, gli escursionisti sono stati riscaldati e assistiti dal medico del Soccorso alpino. Erano infreddoliti, ma stavano bene, e sono stati riaccompagnati alla loro macchina.

red/gp

(Fonte: Cnsas)