(Fonte foto: Cnsas)

Gli interventi del Soccorso Alpino nel finesettimana

Molti interventi in elisoccorso nel finesettimana, che hanno visto coinvolti i tecnici Cnsas di tutta Italia

Molti interventi del Soccorso Alpino in tutta Italia nel finesettimana. In Friuli Venezia Giulia il primo si è svolto nell tardo pomeriggio di venerdì 5 luglio, quando la stazione di Gemona del Cnsas è intervenuta assieme alla Guardia di Finanza di Tolmezzo per soccorrere un deltaplanista polacco precipitato sul Monte Chiampon, nelle Prealpi Giulie. L'uomo, S. W., del 1971, era partito da Tolmino e si era trovato in difficoltà segnalando via radio un'avaria tecnica. Ha dovuto quindi azionare il paracadute di emergenza per tentare di salvarsi. Fortuna ha voluto che, nonostante il contesto davvero impervio e pericoloso per un atterraggio a quota 1500 metri circa, l'uomo riuscisse ad atterrare nell'unico punto relativamente orizzontale - una sorta di ripiano di circa dieci metri. Sul posto è stato chiamato l'elicottero della centrale operativa di Udine con a bordo medico e infermiere. Il tecnico di elisoccorso è stato calato sul ripiano orizzontale con una verricellata di circa sessanta metri a cui è seguito poco dopo il medico. Il ferito è stato sistemato nel sacco a depressione e in seguito è stato necessario far scendere anche l'infermiere per sistemarlo a bordo. L'uomo sta bene ma è stato portato a Udine per controlli: ha una sospetta frattura del rachide e contusioni toraciche.

Altro intervento dell'elisoccorso Friulano per un escursionista austriaco, che è stato recuperato il 6 luglio sempre nelle Alpi Giulie nel gruppo delle Ponze dall'elisoccorso della centrale operativa di Udine. B. (Nome) P. (Cognome) del 1988 di Arnoldstein è scivolato in un canale procurandosi una sospetta frattura alla caviglia. Era assieme a un compagno e stava percorrendo il sentiero che dal Rifugio Zacchi va verso la Ponza Grande: l'incidente è avvenuto alla biforcazione del sentiero che porta anche nella zona di cresta delle Ponze di Mezzo e di Dentro in un canale. Il tecnico di elisoccorso si è calato con una verricellata sul luogo della caduta e ha recuperato l'uomo dopo averlo stabilizzato assieme all'equipe medica per condurlo all'ospedale di Tolmezzo. Il compagno di escursione ha proseguito verso la Cima. Sul posto, a eventuale supporto dell'elicottero, si sono recati anche i tecnici della stazione del Soccorso Alpino di Cave del Predil e la Guardia di Finanza di Sella Nevea.

Sempre il 6 luglio, la stazione di Pordenone del Soccorso Alpino e Speleologico è intervenuta nel pomeriggio per soccorrere una donna di Casier di Treviso M. (nome) A. (cognome) del 1965, caduta lungo il Sentiero dei Carbonai che collega Casera Campo a Piancavallo traversando in quota a circa 1500 metri di altitudine. La donna era in compagnia di altri sei escursionisti quando, al rientro, è scivolata in discesa e, facendo leva su un bastoncino, si è procurata nella caduta una lussazione alla spalla con sospetta frattura all'omero. La donna è stata raggiunta da una squadra di sei tecnici del Soccorso Alpino giunti sul posto a piedi da Casera Campo. Si è deciso poi di attendere l'arrivo dell'elisoccorso per trasportarla, dato che a piedi ci sarebbe voluta più di un'ora per condurla a valle con la barella a spalla e la donna lamentava dolori.

In Veneto, invece, alle 7.30 circa del 6 luglio due alpinisti bresciani, E.B., 40 anni di Polaveno, e G.A., 27 anni, di Brione, hanno contattato il 118 perché erano bloccati fuori via sullo Spigolo nord dell'Agner, dopo aver passato la notte in parete. I due stavano scalando dal giorno precedente la Via Gilberti - Soravito, ma avevano sbagliato itinerario, arrivando a ritrovarsi fermi sopra uno strapiombo, 100 metri più in alto rispetto alla cengia utilizzata di norma per il bivacco. Imbarcato un tecnico del Soccorso alpino di Agordo per guidare l'equipaggio sul posto, l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano ha individuato i due e li ha recuperati con un verricello per poi trasportarli ad Agordo.

Contemporaneamente una squadra del Soccorso alpino di Cortina raggiungeva in jeep il Rifugio Biella dove un'escursionista statunitense di 63 anni non era più in grado di rientrare autonomamente, dopo essersi fatta male a un ginocchio. I soccorritori hanno inoltre caricato a bordo lungo il tragitto un ragazzo belga di 20 anni, infortunatosi a una gamba. L'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore è invece volata all'attacco della Via Orizzonti di gloria sul Lagazuoi, per una rocciatrice che, volata 4 metri, si era procurata un trauma alla caviglia. V.C., 47 anni, di Tarcento (UD), è stata recuperata con il verricello dal tecnico di elisoccorso e accompagnata all'ospedale di Belluno.

Sono durate molto a lungo le ricerche del 7 luglio, per un escursionista che non era rientrato da una camminata in Cadore. L'uomo fortunatamente è stato recuperato in serata in buone condizioni. Attorno alle 15.30 la Centrale del 118 aveva allertato il Soccorso Alpino di Pieve di Cadore per avviare la ricerca di L. S., 50 anni di Resana (TV) che aveva appuntamento alle 13 a Caralte, ma che non si è mai presentato. Partito da Sottocastello in direzione di Casera Cavalet per poi scendere a Caralte, l'uomo alle 11.20 aveva mandato un messaggio alla madre per dirle che sarebbe stato alle tredici sulla strada, dove però non è arrivato. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato una ricognizione lungo tutto l'itinerario. Grazie all'intervento del Soccorso alpino di Pieve di Cadore e Centro Cadore, del Sagf di Cortina e Auronzo, dei Vigili del fuoco, dei carabinieri e delle unità cinofile, L.S. è stato ritrovato in serata. Dalle prime informazioni, avendo sbagliato strada, l'uomo si era ritrovato ad Ansogne, nella zona industriale di Perarolo, da dove era riuscito a mandare un messaggio ai familiari per avvertirli.

In Emilia Romagna, il 7 luglio, un uomo di 41 anni residente a Parma, mentre stava facendo un gita sul monte Ventasso insieme a degli amici, è caduto procurandosi un trauma invalidante alla gamba che non gli ha più consentito di proseguire. Gli amici hanno contattato immediatamente il 118 di Parma, che ha inviato sul posto la squadra in pronta disponibilità del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, stazione Monte Cusna, l’ambulanza e l’elicottero di Pavullo, munito di verricello, con un a bordo un Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino. L’elicottero è arrivato sul posto e ha sbarcato l’equipaggio, coadiuvato a terra dai tecnici del Soccorso Alpino che ne frattempo erano arrivati sul posto. Valutate le condizioni sanitarie e somministrata l’analgesia per forte dolore, l’equipaggio ha imbarcato l'escursionista sull’elicottero utilizzando il verricello, trasportandolo all’Ospewdale di Reggio Emilia.

Doppio intervento del Soccorso Alpino in Campania nella giornata di domenica 7 luglio. Il primo a Bracigliano in supporto all’elisoccorso 118 di Salerno, con a bordo il tecnico di elisoccorso del Cnsas per un incidente occorso a un ragazzo precipitato oltre il bordo stradale. Sul posto è stato verricellato il tecnico di elisoccorso Cnsas oltre ai sanitari del servizio HEMS che, assieme ai Vigili del Fuoco e al personale di ambulanza 118, hanno stabilizzato e recuperato il paziente con una operazione al verricello. Il ragazzo è stato infine trasferito all'ospedale "Ruggi D'Aragona" di Salerno.

Il secondo intervento è stato effettuato nella tarda serata ad Angri (SA) per un incidente su sentiero occorso a un uomo in località Chianello, che si era infortunato cadendo. I tecnici e i sanitari del CNSAS, insieme ai volontari della P.A. città di Angri e al 118, hanno raggiunto e stabilizzato l’uomo, che presentava una frattura a una caviglia. L'uomo è stato imbarellato e trasportato fino all’ambulanza. L’intervento si è concluso nella notte.

Tre interventi sono invece stati effettuati in Abruzzo, sempre il 7 luglio. Un escursionista 41enne di Lanciano si è infortunato mentre stava effettuando la nota marcia della Val Serviera, passeggiata in montagna di ben 18 km e che quest’anno ha visto la partecipazione di 600 podisti. A soli 6 km dalla partenza l’uomo si è procurato un infortunio alla caviglia che lo ha costretto a interrompere la marcia. Una squadra di terra del Soccorso Alpino, dopo averlo raggiunto, ha provveduto a collocarlo sulla barella e a estrarlo dal bosco per rendere possibile il recupero da parte dell’elisoccorso del 118 di Pescara. Il tecnico di elisoccorso del Cnsas, parte integrante dell’equipaggio, ha predisposto il recupero per mezzo del verricello.

Sul versante teramano del Gran Sasso, una donna di Atri (TE), impegnata in una escursione con il marito, si è infortunata mentre scendeva a piedi dal Rifugio Franchetti. I due escursionisti avrebbero voluto utilizzare per la discesa anche la cabinovia, ma non è stato possibile a causa del forte vento. Dopo aver imboccato un sentiero sbagliato la donna si è infortunata al ginocchio e alla caviglia, venendo quindi recuperata da una squadra del Soccorso Alpino che ha provveduto a collocarla sulla barella e a trasportarla a piedi fino alla sua vettura. Il marito l’ha poi condotta all’ospedale di Atri.

Intorno alle 18,00, in località Prato Capito, nel comune di Lucoli (Aq), un'escursionista di 67 anni residente a Roma, ha perso i compagni di escursione smarrendo il sentiero del ritorno. Dopo un tentativo da parte del gruppo di ripercorrere la via a ritroso per ritrovare la donna, gli escursionisti hanno allertato il Soccorso Alpino del Lazio che ha immediatamente diramato l’allarme al 118 dell’Aquila. Parallelamente alle ricerche da parte dell’eliambulanza (con a bordo il tecnico di elisoccorso del Cnsas), anche una squadra di terra, munita dell’unità cinofila e del sanitario del Soccorso Alpino, ha iniziato a perlustrare la zona esattamente dal punto di smarrimento. Grazie alla luce dello smartphone, la donna è stata infine avvistata dall’elicottero del 118. Le condizioni di salute dell'escursionista sono buone.

red/gp

(Fonte: CNSAS)