Fonte Ingv

Gli scenari di rischio naturale nel territorio siciliano

Tra i risultati più rilevanti del percorso avviato si evidenzia l’istituzione di un Tavolo tecnico-scientifico permanente tra INGV e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, volto a rafforzare la collaborazione tra i ricercatori dell’Istituto e i più qualificati studiosi del territorio

Lo scorso 7 aprile, l’INGV  ha presentato i risultati di uno studio sul territorio siciliano e sui rischi naturali ad esso connessi.

In particolare, si tratta di un approfondimento sugli scenari di rischio naturale e antropico del territorio ibleo, nella Sicilia sud-orientale.

Il volume raccoglie i risultati del workshop durante il quale i ricercatori dell’INGV, in collaborazione con gli esperti locali, hanno delineato le principali criticità di un’area caratterizzata da un’elevata complessità geologica e ambientale. 

Tra i risultati più rilevanti del percorso avviato si evidenzia l’istituzione di un Tavolo tecnico-scientifico permanente tra INGV e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, volto a rafforzare la collaborazione tra i ricercatori dell’Istituto e i più qualificati studiosi del territorio, con l’obiettivo di trasformare l’analisi scientifica in strumenti utili alla pianificazione e alla prevenzione. 

Priorità centrale resta la prevenzione dei rischi naturali, attraverso lo sviluppo di un monitoraggio innovativo e integrato di parametri ambientali critici. In questo contesto è stata avanzata una proposta per il Sistema Osservativo Ambientale (SOA), un’infrastruttura regionale di monitoraggio ambientale progettata per affrontare i rischi climatici e geologici urgenti che interessano la Sicilia. Gli studi condotti finora hanno evidenziato una criticità prioritaria rappresentata dall’intrusione salina. Le analisi di laboratorio, infatti, confermano l’avanzamento del cuneo salino nelle falde acquifere costiere, ovvero un fenomeno causato dall’eccessivo prelievo di acqua per l’irrigazione nelle aree di serricoltura, accompagnato da un significativo inquinamento delle acque.

La ricerca scientifica è chiamata a dare risposte concrete - spiega Massimo Chiappini, Dirigente di Ricerca dell’INGV – La nostra missione è duplice: da un lato aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei rischi, dall’altro fornire strumenti utili alle istituzioni e ai cittadini, affinché possano adottare misure efficaci di prevenzione e adattamento. Investire in queste azioni significa ridurre la vulnerabilità e costruire resilienza.”

RED/MT

Fonte: Ingv