Grandi Rischi, decima udienza:
assente Bertolaso

Si è tenuta ieri 12 gennaio a l'Aquila, la decima udienza del processo alla Commissione Grandi Rischi. Il testimone più atteso, l'ex capo dipartimento Guido Bertolaso, non si è presentato perchè all'estero

Assente giustificato Guido Bertolaso, che si trova all'estero e rientrerà a metà gennaio, alla decima udienza del processo contro i sette membri della Commissione Grandi Rischi, l'organo della presidenza del Consiglio accusato di aver fornito false rassicurazioni agli aquilani prima del terremoto del 2009.
I 7 componenti della commissione sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo. L'ex Capo Dipartimento era il testimone più atteso per questa prima udienza del 2012, che ha visto come primo teste il Magnifico Rettore dell'Università' dell'Aquila Ferdinando Di Orio.
"Di Orio - riporta una nota dell'Agi - ha parlato della sua iniziativa di far partecipare alla riunione della commissione Grandi Rischi, dopo la forte scossa del 30 marzo 2009, i due geologi e professori dell'Università' dell'Aquila, Antonio Moretti e Gianluca Ferrini, per avere il parere di due esperti del luogo e conoscitori all'interno della riunione".
"La commissione pero' - ha riportato Di Orio- non ha ritenuto necessaria la presenza dei due professori. Io appresi dalla televisione l'esito della riunione e della comunicazione che le scosse fossero uno scarico graduale di energia e mi rimisi al parere di esperti di grande esperienza".
E alla domanda del Pubblico Ministero se avesse disposto la chiusura dell'Università dopo la scossa del 30 marzo, Di Orio ha replicato: "Non erano stati chiusi nemmeno gli altri istituti scolastici e quindi neanch'io ho ritenuto opportuno farlo". "Il Signor Nicola Bianchi di Sora - ha rievocato il Rettore su domanda del pm Fabio Picuti - disse in un'intervista che il figlio era rimasto all'Aquila perché l'Università era rimasta aperta". "L'Università - ha spiegato ancora Di Orio -si può' chiudere solo su intervento del Prefetto o del senato accademico neanche del rettore. Ritenemmo che non ci fossero i termini".

Nel corso della testimonianza del rettore, alcun studenti hanno cercato di proiettare su un maxi schermo nelle vicinanze del palazzo di giustizia un'intervista che il 31 marzo 2009 il rettore rilasciò ad una emittente locale . Nell'intervista (circostanza che il rettore ha dichiarato di non ricordare), Di Orio avrebbe espresso pareri tranquillizzanti sullo sciame sismico allora in corso. L'intervista è stata acquisita e messa agli atti del processo.
Nel crollo causato dal terremoto del del 6 aprile 2009 persero la vita 55 studenti iscritti.

Questa decima udienza è stata intensa e seguitissima: la presenza di tutti i testi e dei loro legali ha creato problemi di sovraffollamento in aula, cosa che ha dato anche adito a qualche protesta. Si è trattato di una giornata densa, caratterizzata da una lunga serie di testimonianze.
I sette membri della commissione contro i quali sono rivolte le accuse sopra riportate, lo ricordiamo, sono: Franco Barberi, presidente vicario della commissione Grandi rischi, Bernardo De Bernardinis, gia' vicecapo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, all'epoca presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva, ordinario di fisica all'universita' di Genova, e Mauro Dolce direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile.


Patrizia Calzolari