Graziano CNG: "manca legge
di governo del territorio"

Dal Consiglio Nazionale dei Geologi giunge la denuncia: c'è un ritardo politico-istituzionale, si rincorrono le emergenze, non si fa prevenzione

"Nonostante tutte le emergenze , in questo momento, nessuna legge organica di governo del territorio vige in Italia". Questo l'incipit del comunicato stampa diramato oggi dal Consiglio Nazionale dei Geologi.
Sono amare e dure le dichiarazioni di Gian Vito Graziano - Presidente del CNG che esprime il suo rammarico per il " ritardo politico-istituzionale, conseguenza del forte ritardo culturale, che si traduce nel rincorrere le emergenze, una dopo l'altra, ponendoci solo l'obiettivo di reperire le risorse economiche necessarie per ricostruire la zona colpita, dopo aver fatto il conteggio dei danni e purtroppo spesso anche quello dei morti".
Insomma, il solito costume del Belpaese di chiudere la stalla una volta che i buoi sono scappati.

Il comunicato poi espone tutta una serie di dati forniti proprio del Consiglio Nazionale dei Geologi, impressionanti e significativi:
"Dal 1944 ad oggi in Italia sono stati spesi più di 213 MLD di Euro per dissesto idrogeologico e terremoti , di cui ben 27 MLD solo dal 1996 al 2008 . Oltre al fatto che 6 milioni di italiani abitano nei 29.500 chilometri quadrati del territorio considerati ad elevato rischio idrogeologico e ben 1.260.000 gli edifici a rischio frane e alluvioni. Di questi sono 6000 le scuole e 531 gli ospedali.

Da qui deriva il fermo appello di Graziano: "Chiediamo allo Stato italiano, una legge organica di governo del territorio, che ricostruisca la filiera delle competenze, metta in campo azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria dei nostri bacini idrografici, ponga le basi di una riforma urbanistica".
"Occorre -sostiene ancora Graziano- fare tesoro di quelle esperienze positive che in alcuni casi hanno visto il geologo impegnato a fronteggiare la difesa del suolo accanto alle istituzioni governative, cioè quelle attività di presidio territoriale che hanno portato a fronteggiare situazioni di rischio idrogeologico prima del verificarsi dell'eventuale evento calamitoso, e quindi non sempre e soltanto in fase emergenziale".

Gli fa eco nei toni severi Giuliano Antonielli, Consigliere Nazionale dei Geologi che con riferimento all'attualità pregnante di questi giorni afferma che "ben 470 chilometri quadrati sono ad elevato rischio idrogeologico e manca un Servizio Geologico . Ancora una volta la Liguria e' in ginocchio. Bisogna rendersi conto che questo territorio fragile non e' più in grado di sopportare eventi meteorici di una certa portata. La tutela del territorio deve essere una priorità e dunque bisogna cambiare l'approccio , la prospettiva . La tutela del territorio è una questione culturale e bisogna essere consapevoli del fatto che il dissesto idrogeologico ha un costo enorme".
Antonelli passa quindi alla proposta, citando l'esempio di Roosvelt che rilanciò gli USA dopo il '29 occupando più di 300.000 disoccupati nella sistemazione idrogeologica del territorio: "In un momento di crisi economica come questo non bisogna cedere alla tentazione di tagliare fondi, ma occorre investire in un settore che e' vitale per il Paese e che può' diventare una risorsa. Investire in prevenzione significa anche creare lavoro".





red/pc



fonte: ufficio stampa Consiglio Nazionale dei Geologi