fonte foto: Marko Drobnjakovic/MSF

Grecia e Balcani: migliaia di persone bloccate al gelo, allarme di MSF

Più di 7.500 migranti sono bloccati in Serbia, in campi sovraffollati e insediamenti informali, migliaia sono sulle isole greche, all'interno di tende inconsistenti a temperature sotto lo zero. MSF: "Servono misure d'emergenza immediate"

Dopo gli ultimi accordi relativi alle politiche europee sulla migrazione, migliaia di migranti e rifugiati si trovano costretti al gelo in Grecia e nei Balcani, in ripari per nulla adatti alle condizioni invernali. Le decisioni degli Stati europei, insieme alle temperature glaciali e alla mancanza di preparazione per l'inverno, hanno aggravato una situazione già insostenibile per migliaia di uomini, donne e bambini che cercano protezione in Europa.

La situazione è particolarmente preoccupante per le persone bloccate sulle isole greche, che vivono in tende in campi sovraffollati, e per quelle costrette a vivere in edifici abbandonati a Belgrado o che stanno ancora cercando di attraversare le frontiere lungo i Balcani. Medici Senza Frontiere ha ripetutamente chiesto alle autorità greche e dei paesi balcanici di migliorare le condizioni in tempo per l'inverno.

"Con l'accordo UE-Turchia e la chiusura ufficiale della rotta balcanica, l'Unione Europea ha deciso di trasformare l'intera regione in una barriera d'accesso, nel tentativo di bloccare l'afflusso di persone in cerca di protezione, che provengono da alcune delle zone di guerra oggi più attive" dichiara Stefano Argenziano, coordinatore dei progetti MSF per la migrazione.

E, al momento, più di 7.500 persone sono bloccate in Serbia, dove vivono in campi sovraffollati e insediamenti informali. Il paese ha stretto un accordo con l'Unione Europea per ospitare fino a 6.000 persone, di cui solo 3.140 vivono in strutture adatte alle condizioni invernali. A Belgrado, circa 2.000 giovani, provenienti soprattutto da Afghanistan, Pakistan, Iraq e Siria, dormono in edifici abbandonati nel centro della città, mentre le temperature precipitano fino a meno 20. Negli ultimi mesi, le autorità serbe hanno drasticamente limitato la possibilità di fornire assistenza umanitaria a queste persone, accettando solo semplici distribuzioni di cibo e coperte da parte di volontari: tutto questo per spingerle a trasferirsi nei campi ufficiali, che sono pieni oltre le loro capacità.
 
MSF
ha installato dei radiatori d'emergenza per riscaldare gli spazi come misura disperata per proteggere le persone dal freddo e sta negoziando con le autorità un aumento della capacità di offrire riparo. "Per mesi abbiamo chiesto all'Unione Europea, all'UNHCR e alle autorità serbe di attuare soluzioni a lungo termine per evitare questa situazione disastrosa. Il fallimento collettivo di queste istituzioni ha lasciato scoperti anche i bisogni più elementari, esponendo persone già vulnerabili a ulteriori sofferenze. Diverse persone sono già morte di ipotermia ai confini della Serbia e della Bulgaria" dichiara Stephane Moissaing, capo missione di MSF in Serbia.

Ma la situazione non è migliore sulle isole greche, dove migliaia di persone sono ancora costrette a vivere in campi sovraffollati, all'interno di tende inconsistenti a temperature sotto lo zero. "Chiediamo alle autorità greche e all'Unione Europea misure d'emergenza immediate per garantire che tutti i rifugiati e i migranti sulle isole siano ospitati in condizioni dignitose e adeguate", dichiara il capo missione di MSF in Grecia, Clement Perrin.

 
Il sovraffollamento e la mancanza di preparazione alle condizioni invernali sta creando gravi rischi per la salute e la sicurezza delle persone in Grecia. La maggior parte delle persone che gli psicologi di MSF hanno visitato negli ultimi mesi a Samo e Lesbo citano le precarie condizioni di vita come causa o fattore aggravante delle loro difficoltà psicologiche.

red/lg

(Fonte: Medici Senza Frontiere)