"Grillo esagera,
ecco la vera sostenibilità"

Intervista al professor Benito Li Vigni, che bacchetta Beppe Grillo e propone il cambiamento culturale come matrice del risparmio energetico

Giornalista, storico, esperto di tematiche energetiche e di petrolio, il prof. Benito Li Vigni è stato assistente personale di Enrico Mattei all'ENI; oggi membro della Commissione Nazionale Energia, è tra gli ospiti del "Sif 2010", Sustainability International Forum in corso in questi giorni a Roma.

Li Vigni esordisce con l'annuncio di un accordo di cui si sente in qualche modo - attraverso l'attività della Commissione - promotore e fautore:
"Recentemente l'Italia ha stipulato un contratto con l'Egitto per la produzione di energia solare: gli impianti sono situati nel deserto, da cui l'energia verrà "prelevata" e in seguito importata nel nostro Paese. E' un passo importante, che segna un cambiamento di rotta rispetto a quanto fatto finora; dal punto di vista economico è una collaborazione ingente, che vale 5 mld di euro".
"Anzitutto serve all'Italia un cambiamento culturale - incalza Li Vigni - : come dice Jeremy Rifkin, la prima energia rinnovabile è il risparmio energetico. Un'affermazione che sento di sottoscrivere fino all'ultima riga. Attualmente siamo ancora troppo dipendenti da forme di energia tradizionali come il petrolio: in Italia abbiamo un fabbisogno medio di 12 barili di petrolio all'anno, mentre la media europea è 9. Vuol dire che siamo indietro e dobbiamo recuperare".

Professore, l'impressione è che i temi correlati al fabbisogno energetico in Italia siano esclusivamente materia di Beppe Grillo, un comico: non la infastidisce tutto questo?

"In effetti è un'anomalia. Tanto più se pensiamo che Grillo ragiona come persona di buon senso ma non come scienziato. In fin dei conti fa spettacolo e non gli si può chiedere di più; però forse farebbe bene ad evitare alcune forzature, che agli occhi della scienza paiono fuori luogo. Ad esempio: va bene parlare della necessità di incrementare le fonti energia alternative, però poi bisogna anche dire come. Altrimenti rimane una provocazione, che non ingenera il cambiamento culturale di cui parlavo prima".

"Ad esempio, oggi parlo di come si possano affrontare tutti i problemi energetici da un'unica prospettiva: quella del risparmio. Perché le biomasse, le energie alternative, perfino i consumi agricoli a km zero - che occupano un'importanza primaria nella nostra vita quotidiana - sono declinazioni di uno stesso problema, e devono essere le priorità nello sviluppo del futuro".

Gianni Zecca