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Groenlandia: ghiacci al punto di non ritorno

Se non si interviene in fretta, i ghiacci della Groenlandia saranno destinati a sciogliersi completamente. E non si potrà più tornare indietro, nemmeno abbassando le temperature in futuro

Una parte considerevole dei ghiacci della Groenlandia sarebbe vicina a sciogliersi fino a un punto di non ritorno: basterebbe qualche anno di aumento delle temperature e il processo di scioglimento diventerà irreversibile. A quel punto si potrebbe fare niente per tornare indietro - e anche se successivamente il riscaldamento climatico venisse fermato, i ghiacci della Groenlandia sarebbero perduti. L'allarme è stato lanciato da un nuovo studio del tedesco Istituto Potsdam per il clima e della Università Artica della Norvegia, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the USA.

Un circolo vizioso
L'innalzamento delle temperature causato dalla crisi climatica ha già portato trilioni di tonnellate del ghiaccio della Groenlandia a riversarsi nell'oceano. E se i ghiacci dovessero sciogliersi completamente, il livello del mare potrebbe salire di sette metri. La nuova analisi ha individuato i segnali d'allarme del punto di non ritorno nel record dei tassi di scioglimento nel bacino di Jakobshavn, uno dei cinque più grandi bacini in Groenlandia e il più veloce a sciogliersi. Il superamento di un dato limite renderà lo scioglimento irreversibile, a causa del circolo vizioso che si produce in queste fasi: il ghiaccio, sciogliendosi, riduce l'altezza degli strati, esponendoli all'aria più calda che si trova alle altitudini minori, causando in questo modo un ulteriore scioglimento. Non è chiaro tuttavia se il limite sia già stato raggiunto o se siamo destinati a superarlo nei successivi decenni. Tuttavia, anche se questo determinato punto di non ritorno fosse superato, non è detto che l'intera lastra di ghiaccio sia destinata a scioegliersi, perché potrebbe assestarsi su dimensioni minori.

Sarà impossibile tornare indietro?
“Siamo vicini all'irreparabile, e ogni anno le emissioni di CO2 continuano allo stesso modo, aumentando esponenzialmente le possibilità di non poter più tornare indietro”, ha detto Niklas Boers all'Istituto Potsdamt, che ha condotto la ricerca insieme a Martin Rypdal dell'Università Artica della Norvegia. Boers ha detto che l'equivalente in ghiaccio dell'innalzamento del livello del mare di 1-2 metri è probabilmente già condannato a sciogliersi, anche se bisognerebbe attendere un secolo per vedere l'effetto completo, mentre per l'intera lastra servirebbe un millennio. “Dovremmo tornare alle temperature dei livelli preindustriali”, ha detto Boers, anche se “l'attuale e ormai prossima perdita di ghiaccio sarà in gran parte irreversibile. Ecco perché è tempo che di ridurre rapidamente e sostanziosamente le emissioni dai combustibili fossili, per stabilizzare i ghiacci e il nostro clima”.

red/gp

(Fonte: Ansa, Guardian)