I geologi europei si
interrogano sul fracking

Quali responsabilità ha il fracking (ovvero la tecnica della fratturazione idraulica della roccia per migliorare l'estrazione del petrolio) sull'ambiente e sullo scatenarsi dei terremoti? E' nato oggi un gruppo di lavoro di geologi europei per confrontare le esperienze dei propri paesi

Un gruppo di lavoro di geologi europei, aperto alle associazioni dei geologi americani, per affrontare il tema delicato del fracking: l'idea, lanciata dalla Federazione Europea dei geologi su proposta della delegazione spagnola, è stata annuncia questa mattina  a Skansen(Svezia) nel corso dell'Assemblea della Federazione ed è stata favorevolmente accolta dalla delegazione italiana, rappresentata da Gian Vito Graziano e Corrado Cencetti, rispettivamente presidente e consigliere del CNG, Consiglio Nazionale dei Geologi.

"La tecnica di sfruttamento del fracking, ovvero la fratturazione idraulica delle rocce per migliorare la produzione di petrolio o di shale gas contenuti nel giacimento ed incrementarne la percentuale di recupero - ha affermato Graziano - desta diverse perplessità pur  rappresentando una rilevante forma di produzione di energia. E' importante quindi che tutte le associazioni nazionali dei geologi si confrontino tra loro e portino al tavolo di lavoro le esperienze dei propri Paesi". 

In Italia, peraltro, è gia stata costituita una commissione di esperti sul tema dello stoccaggio dei gas e delle perforazioni industriali nelle aree sismicamente attive con lo scopo di capire quali possano essere le possibili defluenze di una perforazione industriale rispetto in zone a rischio sismico e quindi dirimere la sempre più dibattuta disputa fra chi sostiene che il fracking possa causare terremoti indotti e chi invece afferma che non ci sono correlazioni fra questapratica e i movimenti tellurici.

Fanno parte della commissione italiana scienziati e componenti dell'Osservatorio Geofisico di Trieste, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, del Ministero dello Sviluppo Economico, dell'Università di Siena, di  Georisorse Italia e, a breve, anche del Ministero dell'Ambiente. Gli esiti della ricerca dovrebbero essere disponibili il prossimo settembre.

"La capacità della comunità geologica italiana ed europea di interrogarsi su temi così delicati e strategici per lo sviluppo  - ha poi concluso Graziano - costituisce una rilevante matrice etica della categoria. Sarebbe il caso che queste esperienze di confronto tra i geologi del nostro continente possano confluire in un grande codice geoetico europeo".


red/pc