I terremoti visti dallo spazio
La Basilicata in prima linea

Al via Pre-Earthquake, un progetto per lo studio dei terremoti e dei loro fenomeni preparatori attraverso tecnologie spaziali

Al via il progetto Pre-Earthquakes - Processing Russian and European Earth observations for earthquake precursor Studies - che studiando i terremoti con le tecnologie spaziali vuole migliorare le conoscenze sui fenomeni preparatori dei terremoti, i cosiddetti precursori sismici. L'obiettivo scientifico di Pre-Earthquakes è quello di dimostrare fino a che punto l'integrazione sistematica delle misure di parametri chimici e fisici differenti può migliorare le nostre attuali capacità di previsione - a breve termine - dei terremoti forti.

Diciotto diversi sistemi satellitari, tra cui quelli dell'ESA - agenzia apaziale europea - e dalla ROSKOSMOS - agenzia spaziale russa - effettueranno delle osservazioni che saranno poi utilizzate per studiare tutte quelle variazioni anomale dei parametri superficiali e atmosferici, da tempo proposte come possibili precursori sismici. Si tratta del "primo tentativo in Europa di mettere insieme un team di ricerca internazionale in grado di integrare competenze e tecniche osservative diverse" - ha spiegato Valerio Tramutoli, Coordinatore Scientifico del progetto. Molteplici le aree test scelte: la penisola si Sakhalin in Russia orientale, la Turchia - con oltre 80 stazioni per la misurazione del Radon - e l'Italia, in particolare la Basilicata, dove sarà intensificata l'attività di monitoraggio al suolo già avviata dall'IMAA-CNR di Tito.

Il progetto, cofinanziato dall'Unione Europea, è condotto da un consorzio di ricerca guidato dal DIFA - Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell'Ambiente - dell'Università della Basilicata, che comprende prestigiosi centri di ricerca europei, russi e turchi. Tra questi, l'agenzia spaziale tedesca DLR, Geospazio Italia srl (un'impresa lucana fondata da giovani ricercatori dell'UNIBAS e del CNR che sviluppa sensori e applicazioni satellitari), l'istituto Fiodorov di Geofisica applicata russo e l'Istituto di Scienze del Mare e della Terra del Consiglio Nazionale della Ricerca Scientifica e Tecnologica della Turchia.


Elisabetta Bosi