Il crollo della Domus Aurea genera polemiche

La presidentessa di Italia Nostra critica l'affidamento alla Protezione Civile del restauro di siti di prestigio. Critico anche il Pd

Secondo Alessandra Mottola Molfino, da sei mesi nuova presidentessa di Italia Nostra, l'associazione per la tutela del patrimonio artistico e culturale italiano, alla base del crollo della Domus Aurea neroniana e del pericolo di crollo in altri siti di rilevante importanza culturale, ci sarebbe la mancanza di manutenzione.
Il problema, secondo la presidentessa sarebbe che "ai Beni Culturali si preferisce il commissario, che credono sia la strada più corta per bypassare le regole, assegnare i lavori a grandi imprese che spesso subappaltano. Tutto è permesso, a scapito della qualità. Senza parlare dei rischi di corruzione. E il risultato sono i lavori inadeguati".

La Protezione Civile non avrebbe quindi, secondo la Molfino, competenze specifiche nel restauro di siti di pregio e starebbe snaturando il proprio ruolo, che è quello dell'intervento sull'emergenza.

A Pompei, ad esempio, dove è presente un commissario straordinario all'emergenza scavi che è un dirigente della Protezione Civile, ci sarebbero stati degli interventi troppo invasivi, utilizzando mezzi meccanici pesanti in un'area archeologica dove ci si sarebbe dovuti muovere con cautela; una gru è crollata crollata sulla "casa dei casti amanti", provocando danni alle mura e ad alcuni affreschi restaurati da poco.

La soluzione sarebbe "Dare forza alle Sovrintendenze italiane, sia a livello di finanziamenti, sia a livello di personale, valorizzare i centri storici, i monumenti, i siti archeologici. Che sono la nostra ricchezza"

Critico il Pd: "Serviva crollo per intervenire su abbandono monumento?. Anche il Pd, per voce del capogruppo della commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, mette all'indice l'operato del ministero dei Beni culturali: "Bondi, Alemanno e il commissario governativo Luciano Marchetti - afferma Ghizzoni - arrivano ancora una volta in ritardo. Sembra quasi che serviva il crollo della volta della domus aurea per porre l'attenzione sullo stato di degrado e abbandono di un monumento di così grande importanza. Ma d'altronde a furia di disinvestire e raschiare il barile questi sono i risultati.E' l'ora che Bondi faccia autocritica e si metta a lavorare per un ministero finora lasciato ad un inesorabile destino d'abbandono".


(red.)