Il Dipartimento su Chiaiano:
"Da parte nostra correttezza"

Il Dipartimento di Protezione Civile ha voluto "ristabilire la verità dei fatti" in merito alle notizie citate dalla stampa sulla discarica di Chiaiano. Intanto, in seguito all'inchiesta della Dda di Napoli, si riaccendono le proteste degli abitanti che chiedono l'immediata chiusura del sito

Il Dipartimento della Protezione Civile, tramite un comunicato stampa, ha voluto precisare, in riferimento "alle recenti notizie apparse sugli organi di stampa in merito ad ipotizzati illeciti inerenti alla discarica di Chiaiano, e con particolare riguardo alle molteplici illazioni riferite a possibili coinvolgimenti delle Strutture facenti capo all'allora Sottosegretariato di Stato all'emergenza rifiuti in Campania", "l'assoluta correttezza delle procedure amministrative intraprese dalla Struttura del Sottosegretario di Stato per l'affidamento dell'opera in questione, e la adeguatezza degli apprestamenti tecnici ed operativi seguiti per la costruzione del sito di discarica", sottolineando inoltre il "rispetto delle esigenze di salubrità ambientale e di tutela della salute pubblica". Nella nota, divulgata "al fine di ristabilire la verità dei fatti in ordine alle citate notizie di stampa", si legge ancora che: " la Commissione di collaudo ha formalmente certificato la positiva realizzazione dell'impianto in termini di totale funzionalità, di piena operatività e di assoluta sicurezza ambientale".

Frattanto le notizie dell'inchiesta della Dda di Napoli sulla cattiva gestione dello sversatoio di Chiaiano hanno riacceso le proteste dei comitati anti-discarica, che sono scesi in strada per bloccare i camion che trasportano i rifiuti. I comitati hanno occupato la SapNa, la società provinciale competente per la gestione delle discariche sul territorio di Napoli. Gli abitanti chiedono che il sito venga chiuso subito, non entro tre mesi come annunciato dalla SapNa, e che vengano effettuate analisi per verificare se le falde sono inquinate. Le richieste dei residenti sono motivate dalle prime risultanze giudiziarie dell'inchiesta che ipotizza interessi della camorra nell'amministrazione dell'impianto e nell'assegnazione degli appalti e che ha portato l'altro ieri ad una serie di perquisizioni del Noe e all'emissione di dieci avvisi di garanzia.

L'ipotesi che preoccupa in particolar modo gli abitanti è che la cattiva qualità dell'argilla e dei terreni di copertura, evidenziata dai pm sul decreto di perquisizione, potrebbe aver causato infiltrazioni di percolato nel sottosuolo. "Il blocco dei camion è stato necessario per ribadire che la salute dei cittadini non può essere messa in secondo piano - dichiarano Antonio Musella ed Ivo Poggiani della Rete Commons! e dei Comitati di Chiaiano - l'inchiesta della Dda ipotizza che il percolato possa essere finito nella falda acquifera, quindi chiediamo una sospensione del conferimento per effettuare le analisi dell'acqua immediatamente". Il Questore di Napoli Luigi Merolla ha accettato di incontrare i comitati per farsi da garante rispetto ai timori evidenziati dall'inchiesta.


Julia Gelodi