Il dissesto idrogeologico:
l'importanza della prevenzione

Le opinioni di geologi ed esperti durante il convegno 'Le frane in casa: Atrani 9 settembre'. Gianvito Graziano (Presidente dell'Ordine dei Geologi della Sicilia): "Bisogna passare dall'emergenza alla previsione"

Come hanno dimostrato i recenti avvenimenti, così come gli studi effettuati sia da Legambiente (con l'indagine 'Ecosistema Rischio 2010') che dal CNG - Consiglio Nazionale dei Geologici ('Terra e sviluppo. Decalogo della Terra 2010'), il problema del dissesto idrogeologico e delle frane è attuale e riguarda tutti. Ne hanno parlato geologi, esperti e professori durante il convegno "Le frane in casa: Atrani 9 settembre", che si è svolto la settimana scorsa a Salerno, dove erano presenti anche i Presidenti dei Geologi della Campania, Francesco Peduto, e della Sicilia, Gianvito Graziano, due regioni accomunate da episodi simili per quanto riguarda frane e alluvioni: basta pensare a quello che è successo ad Atrani e a Giampilieri.

"Il dissesto idrogeologico è una priorità nazionale e come tale andrebbe affrontata" - ha dichiarato Peduto, aggiungendo che da una tragedia come quella di Atrani bisogna imparare, per evitare che si ripeta. Già dopo quello che successe a Sarno nel 1998, quando un'alluvione provocò 160 morti e centinaia di sfollati, "furono emanate norme che dovevano sancire il passaggio ad una cultura di previsione e prevenzione, che includevano misure ed azioni quali il presidio territoriale, piani di emergenza, sistemi di allerta ed allarme, delocalizzazione delle attività produttive e di abitazioni edificate nelle aree a rischio, potenziamento degli uffici geologici regionali" - ha spiegato Peduto - "Ma oggi, a distanza di 10 anni dall'emanazione di queste norme, non è ancora stato fatto nulla". Così come "nulla è cambiato dopo i 37 morti di Giampilieri e Scaletta Zanclea" - ha aggiunto Gianvito Graziano, Presidente dell'Ordine dei Geologi della Sicilia, sottolineando che quello che serve è "un cambio di rotta che sia fondamentalmente culturale".

"Vorremmo passare da una fase di sola emergenza ad una fase di previsione" - ha continuato, spiegando che al momento ci sono 12 presidi territoriali "grazie ad una convenzione stipulata tra Ordine Regionale della Sicilia e Protezione Civile: appena scatta l'allerta meteo vengono chiamati i geologi del luogo per controllare il territorio. Si tratta di un'azione sociale e di affermazione del geologo come conoscitore e sentinella. Dunque di un geologo che capisce il territorio". Anche in Campania si sta perfezionando l'intesa tra geologi e Protezione Civile: come ha spiegato Peduto sarà infatti costituita "una lista di geologi da affiancare alla Regione".

È chiaro quanto sia importante la collaborazione tra le diverse parti coinvolte, "sfruttare i bravi geologi, i bravi ingegneri, i bravi architetti della pubblica amministrazione e farli lavorare insieme" - ha aggiunto Graziano, chiedendosi quanto il problema del dissesto idrogeologico sia in realtà sentito dalla classe politica, dato che ci si aspettava che "almeno per un senso di dovere nei confronti di chi ha perso la casa e la vita si facesse qualcosa, ma in realtà non si è fatto nulla".


Elisabetta Bosi