Mattarella con il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente alla Casa dello Studente (ph. Quirinale)

"Il dolore non si dimentica". L'Aquila, Mattarella incontra i sopravvissuti al terremoto

S’inaugura l’anno accademico e il Presidente della Repubblica fa visita a L’Aquila. Depone una corona alla Casa dello studente, incontra i familiari delle vittime e parla con loro. Per Mattarella il futuro dell’Italia “parte anche da qui”. Infine il Capo dello Stato fa un parallelo tra la strage di Parigi e quella del terremoto in Abruzzo

Il prossimo 6 aprile saranno ormai trascorsi sette lunghissimi anni da quella drammatica notte in cui L’Aquila fu scossa e distrutta dal terremoto che causò 309 morti e più 1500 feriti.
"Il futuro dell'Italia parte anche da qui”. A parlare è il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che oggi ha fatto visita alla città abruzzese.
Per prima cosa, una volta arrivato in città, il Capo dello Stato ha deposto una corona di fiori di fronte ai ruderi della Casa dello Studente in via XX Settembre. Qui Mattarella ha incontrato alcuni dei parenti delle 55 vittime. Tutti studenti che hanno perso la vita sotto le macerie.
“L’Aquila è per noi un nodo vitale, crocevia di opportunità, di cultura, di sviluppo”. Questo ha scritto il Presidente in un articolo pubblicato sul quotidiano Il Centro nel giorno della sua presenza in città. Il Capo dello Stato ha ricordato il 6 aprile 2009 "quando tante vite furono spezzate”. Parla della città ferita e ricorda che "in quel momento la speranza e la solidarietà hanno cominciato a combattere la battaglia difficile contro la paura, la disperazione, la rassegnazione. Oggi L'Aquila è una sfida nazionale, è un impegno per l'intero Paese”.
Sì, perché secondo Mattarella il futuro dell'Italia parte anche da qui, “dalla ricostruzione del suo tessuto urbano, di quello civile e delle relazioni sociali, di quello economico. E' in gioco la capacità di confermare il modello Italia".
Mattarella ribadisce che "L'Aquila ha una storia antica che deve continuare” e ricorda inoltre i sei anni di “calvario doloroso”.
"Ci vorrà ancora tempo, dedizione e determinazione per restituire alla città e ai Comuni del cratere quella normalità che oggi viene invocata come un traguardo”
scrive Mattarella. “Le energie ci sono. E c’è anche, adesso, un quadro normativo e di risorse statali in grado di assicurare sostegno stabile all'opera ricostruttiva, sia degli edifici pubblici sia di quelli privati”.
Mattarella, rivolgendosi a Roberta Barcellona di Rossano Calabro, una delle studentesse sopravvissute al crollo della Casa dello studente, ha detto che “il dolore non si dimentica". Il Presidente, dopo aver deposto i fiori e osservato un minuto di raccoglimento, ha stretto le mani dei familiari delle vittime scambiando con loro qualche battuta. Ha passato in rassegna le foto degli studenti deceduti affisse nella recinzione. Ed è lì, sulla recinzione, che anche oggi è appeso uno striscione con su scritto: "E' triste leggere negli occhi di mamma e papà la certezza che neanche stasera tornerò a casa".
Renza Bucci (Comitato 6 Aprile per la vita), rappresenta tutte le vittime del sisma. “Questa è una visita lampo - ha detto - ma molto significativa. Mattarella è un grande uomo, capisce come stiamo noi e si rende conto del nostro dolore. Oggi ci ha voluto dimostrare la sua vicinanza”.
Il Capo dello Stato, che all’Università degli studi dell'Aquila ha partecipato all'inaugurazione del nuovo anno accademico, non ha risparmiato neppure un parallelo con quanto accaduto a Parigi: “Le tragedie della Francia e dell'Aquila non sono distanti tra loro, soprattutto perché c’è la volontà degli aquilani di ripartire con una vita normale e serena che spero si realizzi nelle condizioni ottimali al più presto”.

red/gt