Epicentri dei terremoti analizzati nello studio (punti neri) e flusso di calore. Fonte: Ingv

Il flusso di calore ha un ruolo nel controllo della distribuzione delle magnitudo dei terremoti a livello globale

La proporzione tra terremoti di diversa entità non varia casualmente, ma è strettamente legata alle proprietà termiche delle diverse regioni crostali analizzate.  i risultati dello studio potranno contribuire a migliorare la comprensione dei processi alla base della sismicità

Secondo i risultati di uno studio condotto da un team di ricercatori e ricercatrici dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, il flusso di calore terrestre ha un ruolo nel controllo della distribuzione delle magnitudo dei terremoti a livello globale.

Al centro della ricerca ci sono le variazioni spaziali del cosiddetto b-value, parametro fondamentale della legge di Gutenberg-Richter che descrive la proporzione tra terremoti di diversa magnitudo in una determinata area. 

"Il b-value è un indicatore cruciale per comprendere la sismicità: un valore alto indica una prevalenza di piccoli eventi, mentre un valore basso segnala una maggiore probabilità di forti terremoti - spiega Matteo Taroni, ricercatore dell'INGV e coautore dello studio - Analizzando i dati sismici a livello globale, abbiamo voluto indagare le cause fisiche di tali variazioni. Abbiamo osservato che la proporzione tra terremoti di diversa entità non varia casualmente, ma è strettamente legata alle proprietà termiche delle diverse regioni crostali analizzate".

I risultati della ricerca evidenziano la correlazione tra il flusso di calore proveniente dall'interno della Terra e il b-value. In particolare, nelle regioni caratterizzate da un elevato flusso di calore, il b-value è più alto e i terremoti di minore entità risultano più frequenti rispetto a quelli di maggiore magnitudo. Tale relazione è coerente in diversi contesti tettonici e indipendente dal tipo di movimento delle faglie.

"Questo studio fornisce una solida prova empirica del legame diretto tra il comportamento statistico dei terremoti e i processi fisici - sottolinea Roberto Basili, dirigente di ricerca dell'INGV. Infatti, i risultati dello studio potranno contribuire a migliorare la comprensione dei processi alla base della sismicità e a rendere più accurate le previsioni probabilistiche di pericolosità sismica e le strategie di mitigazione del rischio.

RED/MT 

Fonte: Ingv