Un bloodhound al 21° Corso per Unità Cinofile di Ricerca in Superficie del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico svoltosi quest'estate a Bardonecchia, in Val di Susa

Il giallo di Yara Gambirasio
e il lavoro dei "bloodhound"

Le ricerche della ragazza dispersa sono indirizzate da due cani da ricerca. La traccia che hanno rilevato porta a Mapello, in una zona finora non presa in considerazione dagli investigatori

Di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa venerdì pomeriggio a Brembate di Sopra, Bergamo, non si hanno ancora notizie. La ragazza sembra essere 'scomparsa' nelle poche centinaia di metri che separano casa sua dal palazzetto dello sport al quale era diretta. Le ricerche proseguono senza sosta, con l'ausilio di decine di uomini, tra Carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione civile e sommozzatori, che hanno già passato al setaccio tutte le aree intorno al paese. Da oggi si è cominciata ad utilizzare anche una sonda, messa a disposizione degli inquirenti dalla Protezione Civile di Bergamo chiamata "Life Detector", in quanto è in grado di rilevare anche i più deboli segni vitali. Solitamente utilizzata per rintracciare persone disperse sotto le macerie, sarà impiegata per ispezionare cavità o pozzi. Le ricerche di Yara si stanno avvalendo del preziosissimo apporto delle unità cinofile, in particolare dei "bloodhound", o cani "molecolari", così definiti in quanto lavorano sulla molecola dell'odore: sono infatti in grado di memorizzare l'odore delle persone, semplicemente annusando un oggetto della persona da trovare, memorizzare quella molecola e riconoscerla in ambiente aperto anche se la persona ha lasciato la traccia diversi giorni prima. Ieri un cane bloodhound del Soccorso Alpino, Wallace, ha seguito una traccia della ragazza, guidando gli investigatori da un'uscita di sicurezza della palestra, in cui Yara è stata vista l'ultima volta, verso Mapello, un paese vicino. Sul momento l'aver indicato un'uscita secondaria e aver indicato la direzione di Mappello, dalla parte opposta rispetto all'itinerario abituale della ragazza, era sembrata una stranezza, ma un secondo cane, con cui è stato ripetuto il procedimento, ha dato lo stesso risultato. La pista seguita dai cani confermerebbe  'ultimo segnale inviato dal cellulare della ragazzina, che agganciava infatti la cella di Mapello. Alle ricerche di Yara sta collaborando anche un bloodhound svizzero di 6 anni, Joker, che rispetto ai cani del Soccorso alpino, molto giovani, ha una maggiore esperienza. Joker stamattina si è diretto nel cantiere dell'ex Sobea,  dove si sta realizzando un centro commerciale, in una zona in campagna in territorio di Mapello. Sembrerebbe essere emerso qualcosa di significativo, dato che è arrivato un gruppo di forze dell'ordine con i vertici in prima fila. Tutti i lavoratori del cantiere sono stati fatti uscire e l'ultimo tratto della strada al termine della quale si trova il cantiere dell'ex Sobea è stata chiusa al traffico per ottimizzare il lavoro  dei cani "molecolari". Attualmente squadre cinofile e  forze dell'ordine sono all'interno del cantiere, dove il finissimo fiuto dei cani ha portato gli inquirenti.

I cani molecolari sono diversi, anche se complementari, da tutti gli altri cani usati nella ricerca dei dispersi, definiti invece "da ricerca in superficie". Il Bloodhound è un cane possente e molto resistente, ma proprio a causa della sua mole, non può arrivare ovunque: il suo compito è infatti quello di individuare la pista di dispersi, che poi altri cani seguiranno dove lui si arresta. Negli Stati Uniti è da tempo utilizzato nelle unità cinofile per ritrovare evasi e fuggitivi, mentre in Europa è entrato di recente a far parte delle forze dell'ordine: nella polizia svizzera e nel Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che ha avviato questo progetto con la Protezione Civile. In Italia l'introduzione dei cani molecolari è recente ed è il frutto di un accordo dello scorso 8 Aprile tra il Dipartimento della Protezione Civile e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, per il miglioramento dei servizi offerti alla popolazione in materia di Protezione Civile. Sono stati acquistati i primi quattro esemplari, che  quest'estate hanno partecipato al 21 esimo Corso per Unità Cinofile del Cnsas a Col D'Echelle in Val di Susa, un corso di formazione che ha visto la partecipazione di 12 unità cinofile di ricerca molecolare oltre a 13 istruttori nazionali e 63 aspiranti delle unità cinofile di ricerca in superficie. Ora i primi quattro sono formati, mentre altri quattro cuccioli sono in fase di formazione.

Le unità cinofile sono ormai diventate parte integrante della Protezione Civile italiana, supportando in maniera validissima il lavoro dei soccorritori e specializzandosi in varie tipologie di interventi: su valanga, su macerie, in acqua. Questo stretto rapporto tra cane e conduttore si avvale dell'innata generosità dei cani, del loro istinto 'al salvataggio', ma è stata affinita nel tempo con l'addestramento.


Julia Gelodi