(foto: Sarah Murru)

Il maltempo del weekend: fiumi e laghi in piena

Fiumi e laghi al nord Italia sono in piena: le piogge torrenziali del fine settimana hanno aumentato il livello idrometrico facendo scattare lo stato di attenzione o pre-allarme a seconda delle zone. Allagamenti, smottamenti ed evacuazioni in molte regioni settentrionali

Il maltempo dei giorni scorsi ha fatto registrare diverse situazioni preoccupanti: allagamenti, fiumi in piena, piogge torrenziali e allerte varie.

In Veneto si è registrata la situazione più grave: nel veronese, a San Bonifacio, 70 persone sono state evacuate e accolte in un centro di accoglienza dopo che il fiume Alpone ha rotto un argine e un altro è stato rotto artificialmente per evitare danni al centro abitato. Dall'ufficio stampa della Regione Veneto ci comunicano che, salvo alcune persone che sono volute rientrare nelle proprie abitazioni, gli evacuati a San Bonifacio sono ancora nel centro di accoglienza. Inoltre domani la Giunta regionale traccerà un bilancio generale di tutti i danni causati dall'ultima ondata di maltempo.
Al momento in Veneto le piogge torrenziali sono terminate, ma i corsi d'acqua sono notevolmente pieni. Il Centro funzionale regionale informa che la Protezione Civile ha dichiarato lo stato di pre-allarme per rischio idrogeologico nel bacino dell'Adige-Garda e monti Lessini, mentre è stato di attenzione nei bacini di Alto Piave, Alto Brenta-Bacchiglione, Po Fissero-Tartaro-Canalbianco e Basso Adige, Basso Brenta-Bacchiglione, Basso Piave, Sile e Bacino scolante in laguna, Livenza, Lemene e Tagliamento.
E' invece stato di pre-allarme per rischio idraulico nel bacino del Po, Fissero-Tartaro-Canalbianco e Basso Adige e nel bacino del Basso Brenta-Bacchiglione. Nei bacini di Alto Brenta-Bacchiglione, Adige-Garda e monti Lessini, Basso Piave, Sile e Bacino scolante in laguna, Livenza, Lemene e Tagliamento è stato di attenzione per rischio idraulico.

In Emilia Romagna ha proseguito la piena del Po e, dopo aver allagato alcune aree golenali nel piacentino, ha raggiunto ieri la provincia di Reggio Emilia dove ha allagato i lidi di Boretto, Luzzara e Guastalla. La situazione è sotto controllo e i rischi di allagamenti vari si limitano alle aree golenali, che comunque recano danno alle zone coltivate, già provate dal continuo maltempo.Oggi il colmo della piena inizierà ad interessare il tratto terminale del fiume e il Delta ferrarese e tutto il tratto terminale del Po.

Le precipitazioni degli ultimi giorni su Valle d'Aosta e Piemonte hanno determinato un nuovo innalzamento nel tratto piemontese del Po che ha registrato un nuovo colmo alla sezione di Crescentino (in provincia di Vercelli), alle 12.00 di ieri, domenica 19 maggio, di 4.21 metri (criticità moderata), superando quindi i 3.87 m registrati alle 18.00 del 16 maggio.
Si manterrà una criticità ordinaria, ancora nelle prossime 12 ore, nel tratto compreso tra Carignano (TO) e Ponte Valenza (AL), a cui seguirà il rientro sotto le soglie di criticità.
Un secondo colmo di piena interesserà, tra la mattina e il pomeriggio di oggi la sezione di Ponte Becca (provincia di Pavia), confluenza Ticino, con valori prossimi a 4 m. I livelli nel tratto a valle di Ponte Becca continueranno pertanto a mantenersi sopra le soglie di criticità per le prossime giornate, registrando un ulteriore livello massimo che nelle sezioni a valle di Borgoforte (MN) verrà percepito come un unico colmo.

I laghi Garda e Maggiore hanno raggiunto il massimo storico del periodo, per effetto della nuova ondata di maltempo che ha colpito Piemonte, Lombardia, Emilia e Veneto e che alimenta la piena del fiume Po, alzatosi di 1,3 metri nelle ultime ventiquattro ore a Pontelagoscuro. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti effettuato ieri e che sottolinea anche come al nord si rischia di perdere almeno il 30% del raccolto delle principali coltivazioni per un valore di centinaia di milioni di euro. 

Sulle Alpi Lombarde e Trentine è allarme valanghe di grado moderato: nel fine settimana nel bresciano si è staccata una slavina a più di 3.000 metri di quota che ha interessato due scialpinisti nel territorio di Temù.

Diverse frane in Lombardia: tre smottamenti si sono verificati in provincia di Bergamo, il più imponente a Peghera, frazione del comune di Taleggio. Altre frane hanno interessato la provincia di Lecco.

In Liguria si sono verificati numerosi allagamenti negli scantinati e nei garage, mentre le colline nel savonese hanno registrato alcuni smottamenti.


Redazione/sm