fonte: Casa Bianca

Il piano statunitense per contrastare la crisi climatica

Firmato nella serata di martedì dal presidente Usa Joe Biden l'Inflation Reduction Act che stanzia 370 miliardi per la lotta alla crisi climatica e la transizione energetica

370 miliardi di dollari per ridurre le emissioni di gas a effetto serra negli Stati Uniti del 40% entro il 2030. Questo è quanto prevede per il clima l'Inflation Reduction Act, il provvedimento firmato dal presidente Usa Joe Biden nella serata di ieri che stanzia in totale 750 miliardi di dollari per il contrasto alla crisi climatica e l'assistenza sanitaria. 

Cosa prevede in breve
Il piano per il clima punta soprattutto sugli incentivi all'abbandono dei combustibili fossili diretti a consumatori e imprese. In particolare sono prevsti sgravi per chi decide di puntare sulle tecnologie rinnovabili, contributi per l'efficientamento energetico dei siti industriali, fondi per il ripristino di coste e foreste, sono previste tasse per i produttori di metano e finanziamenti per il ripristino di comunità colpite dall'inquinamento e per l'adozione di misure di adattamento alla crisi climatica.

Si può fare di più
Diversi scienziati stanno sottolineando quanto sia importante che un Paese come gli Stati Uniti si sia mosso in questa direzione. Dopo che l'ex presidente Donald Trump si era allontanato dall'azione per il clima, questo provvedimento "riporta gli Stati Uniti in una posizione di leadership", afferma Michael Mann, scienziato del clima presso l'Università della Pennsylvania a Filadelfia. "Aiuta a creare un clima globale per l'azione". Questo perché l'accordo sul clima di Parigi del 2015, che mira a limitare l'aumento della temperatura media globale a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, funziona sulla base di "azioni reciproche", afferma Michael Pahle, ricercatore energetico presso l'Istituto per il clima di Potsdam Impact Research in Germania. Ciò significa che i governi tengono conto delle azioni di altre nazioni quando stabiliscono le loro agende climatiche. Se gli Stati Uniti non avessero alzato l'asticella con questa legislazione, molti paesi avrebbero potuto allentare i propri impegni sottolineando la loro inerzia nonostante la loro grande responsabilità, afferma Pahle. "Il meccanismo di Parigi è incentrato sulla reciprocità e i grandi emettitori sono decisivi nella definizione degli standard". Nonostante il loro entusiasmo per la nuova legislazione, gli scienziati affermano che gli Stati Uniti devono fare di più. Anche se tutte le nazioni raggiungessero i loro obiettivi climatici, la temperatura globale aumenterebbe sopra la soglia di 1,5 °C, afferma Roxy Matthew Koll, scienziato del clima presso l'Indian Institute of Tropical Meteorology di Pune. Mohamed Adow, un esperto di politica climatica presso Power Shift Africa, un think tank con sede a Nairobi, afferma che gli Stati Uniti devono assumersi la responsabilità delle loro emissioni storiche e aiutare a fornire i finanziamenti per il clima promessi alle nazioni più povere nell'accordo di Parigi. Le nazioni ricche si sono impegnate a donare 100 miliardi di dollari all'anno fino al 2025 a quelle più povere, ma il denaro non si è mai visto. "Questo è ciò che dobbiamo vedere per un vero salto in avanti sulla scena globale", afferma.

Per essere printi
Alla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) andranno 3,3 miliardi di dollari. L'amministratore della NOAA, Rick Spinrad, ha commentato: "Stiamo affrontando uragani, siccità, incendi, caldo estremo e inondazioni intense, con ecosistemi e fauna selvatica minacciati dalla perdita di habitat, dall'innalzamento del livello del mare, dal riscaldamento delle acque e da una miriade di altre minacce dovute al cambiamento climatico. Nei prossimi cinque anni, i 3,3 miliardi di dollari per la NOAA nell'Inflation Reduction Act sosterranno gli americani, comprese le popolazioni vulnerabili, a prepararsi, adattarsi e rafforzare la resilienza agli eventi meteorologici e climatici; migliorare la capacità di supercalcolo e la ricerca su tempo, oceani e clima; rafforzare la flotta di cacciatori di uragani della NOAA; e sostituire le nostre vecchie strutture. Questo, in combinazione con i fondi che la NOAA ha ricevuto dal Congresso attraverso la legge bipartisan sulle infrastrutture, rafforzerà ulteriormente gli sforzi dell'amministrazione per costruire una nazione pronta ad affrontare le sfide climatiche del futuro. In quanto parte integrante del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, i dati meteorologici e climatici, gli strumenti, le analisi e le previsioni della NOAA vengono utilizzati quotidianamente da cittadini, leader della comunità e aziende per prendere decisioni critiche. Il significativo investimento di questa legge nella NOAA ci consentirà di soddisfare la crescente domanda di informazioni e facilitare nuovi prodotti e servizi. Questo finanziamento storico è dovuto alla forte leadership del Congresso e del presidente Biden, che ha reso l'azione per il clima una priorità nel primo giorno della sua amministrazione. Sono grato ed entusiasta per il continuo supporto dato alla NOAA”.

Come ci siamo arrivati
Il provvedimento, che viene a ragione considerato grande vittoria dell'amministrazione Biden, ha subito comunque diverse modifiche rispetto al testo originale per consentirne l'approvazione in Senato (dove è passato una decina di giorni fa con con 51 voti a favore e 50 contrari). A novembre la Camera aveva approvato un provvedimento più ambizioso, il Build Back Better Act che prevedeva 550 miliardi in misure ambientali e sul cambiamento climatico. La norma, però, non era riuscita a trovare i numeri in Senato.

red/mn

(fonte: Agi, Valigia Blu, NOAA, Nature)