Il Po e la sua manutenzione
ai tempi del Federalismo

Con il passaggio delle competenze alle istituzioni locali, all'Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) arriveranno (pochi) fondi regionali: e ora, chi mantiene il 'grande fiume'?

La situazione è già abbastanza complicata, tra politica, campanilismi e mancanza di fondi; rischia di ingarbugliarsi ulteriormente da qui a poco. Detta in poche parole: la manutenzione del Po - sulla cui importanza e necessità è perfino superfluo soffermarsi - è a rischio: con l'affermazione del federalismo infatti l'Agenzia Interregionale - che fino ad oggi disponeva di fondi provenienti da vari ministeri (Ambiente, Trasporti, Sanità, Protezione civile) - dovrà farsi bastare quelli regionali. Facile a dirsi.

Ma quello economico non è l'unico ostacolo. La gestione di tutte le problematiche del Po - dicevamo - sarà interamente a carico delle Regioni le quali, pur facendo parte dell'Aipo, decideranno di intervenire a seconda delle loro possibilità e necessità.


Mancherà dunque una "governance" unitaria del Fiume: potrebbe così risultare sempre più difficile coordinare gli interventi ordinari di manutenzione delle strutture di difesa idraulica sul Po e sugli affluenti; priorità finora garantite dall'Agenzia, con una distribuzione quasi omogenea degli interventi su tutto il bacino del fiume e su tutte le Province rivierasche.

Dunque il problema non è di poco conto, andranno oleati bene i meccanismi di questo nuovo assetto: la posta in gioco è molto alta e la materia (prevenzione delle esondazioni, salute del Po e dei suoi affluenti) molto delicata.

Gianni Zecca