Il presidente CNSAS:
No alla montagna "luna park"

In un'intervista rilasciata a Repubblica, il Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico, Pier Giorgio Baldracco, in merito alle vittime in montagna dell'ultimo weekend sostiene che, purtroppo, il tragico bilancio fosse prevedibile. E aggiunge:"Ci siamo dimenticati che la montagna è bella ma pericolosa"

Il fine settimana appena trascorso è stato davvero tragico sul fronte delle vittime in montagna. Eppure i bollettini meteo mettevano in allerta. Il Cnsas aveva addirittura emesso un comunicato per avvertire del rischio. Al proposito il Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico, Piergiorgio Baldracco ha dichiarato, in un'intervista rilasciata a Repubblica: "Avrei potuto dire ieri pomeriggio (domenica ndr) le stesse cose che dico adesso, bastava sedersi davanti a un computer e guardare i bollettini meteo e quelli della neve su nimbus.it. Così come i cronisti avrebbero potuto anticipare i loro pezzi sui travolti di oggi". Il presidente del Cnsas aggiunge:" Era ovvio che sarebbe successo quel che è successo. E siamo fortunati se stasera ci fermeremo qui. Tre giorni di neve abbondante dal cielo e appena uno di sole, potevamo aspettarci qualcosa di diverso? È nevicato fino a sabato a mezzogiorno, non c'è stato il tempo di assestare nulla. Tutti i ragionamenti sui pendii a sud, a est, a ovest vanno a farsi friggere".

Gli incidenti relativi a valanghe non sono aumentati in cifre assolute negli ultimi anni, ma in molti casi si sarebbero potuti evitare, prosegue Baldracco:"Sono aumentati esponenzialmente i frequentatori della montagna d'inverno, quelli che alle piste battute, affollate e noiose, a un certo punto hanno preferito il fuoripista. Purtroppo chi ha cominciato recentemente ad affrontare discipline pericolose come il fuoripista e lo scialpinismo non lo ha fatto adeguando la propria mentalità. Gli scialpinisti di un tempo programmavano una gita ed erano pronti a cancellarla, o a modificare la meta, se le condizioni meteorologiche la sconsigliavano. Conoscevano perfettamente la montagna, l'evoluzione della neve, nonostante l'affidabilità dei bollettini fosse ben diversa da quella attuale. Oggi no, si decide di affrontare un determinato pendio e non si ha l'umiltà di rinunciare. Anche perché sono pochi coloro che si rendono conto dell'effettivo pericolo. Si guarda distrattamente la tv e, se il giorno dopo c'è il sole, si va. Alla sera ci si può solo meravigliare che il bilancio finale non sia più disastroso di quel che è stato. Le valanghe di oggi sono state imponenti, avremmo potuto contare ben più vittime".
I bollettini sbagliano ancora, seppur raramente:" Basterebbe leggerli con attenzione e non contare più del necessario sulle proprie capacità. Se un pendio è pericoloso, lo è per l'esperto come per il principiante». Il vero problema è sottovalutare la montagna: "Ci siamo dimenticati che la montagna è bella ma pericolosa. E invece oggi viene vista come un parco giochi, un po' a tutti i livelli. Non so, in questo momento se i due travolti facessero parte di comitive organizzate, ma il discorso non cambia. D'estate e d'inverno, la montagna è percepita come Gardaland e la si frequenta di conseguenza. In un parco giochi ovviamente nessuno pensa che ci possano essere incidenti. E se accade, è una tragica fatalità. Invece no, la montagna è pericolosa e bisogna avvicinarla con rispetto".


Julia Gelodi