(Fonte foto: Aquilair)

Il progetto AquilAir: le scuole coinvolte nel monitoraggio della qualità dell'aria

Al termine del progetto Aquilair, nato nelle scuole della città dell'Aquila, le classi hanno raggiunto l’obiettivo di realizzare un sistema di monitoraggio della qualità dell’aria composto da una rete di rivelatori a basso costo

Il monitoraggio della qualità dell’aria arriva sui banchi di scuola. L’Ingv ha sperimentato con successo il progetto AquilAir, nato nelle scuole della città dell’Aquila in adesione al modello didattico innovativo DomoSens, ideato dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) e già realizzato in Trentino Alto Adige. Al termine di questo percorso le classi hanno raggiunto l’obiettivo di realizzare un sistema di monitoraggio della qualità dell’aria composto da una rete di rivelatori a basso costo, di forte interesse attuale per il mercato. I componenti elettronici del rivelatore sono stati studiati e nel caso del sensore la parte sensibile è stata realizzata nei laboratori scolastici.

I molti aspetti del monitoraggio
Inoltre, sono stati affrontati i temi relativi allo studio del mercato, dell’ipotetico business plan, della comunicazione, il tutto nella consapevolezza del contesto cittadino di riferimento. Visto il tema trattato, sin dalla genesi del progetto la FBK ha coinvolto ARTA Abruzzo (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) che gestisce sul territorio centraline certificate, indispensabili per la taratura di quelle alla cui realizzazione hanno lavorato le scuole, a loro volta copia di quelle frutto della ricerca di FBK.

A partecipare sono state 4 scuole superiori di indirizzo scolastico diverso: il Convitto Nazionale Domenico Cotugno (liceo Classico e Economico Sociale), l’IIS Andrea Bafile (liceo Scientifico e liceo Artistico), l’IIS DaVinci-Colecchi (Tecnico Costruzioni, Ambiente e Territorio) e l’IIS Amedeo D'Aosta con 5 dei suoi indirizzi di studio, ognuna mettendo in campo le proprie competenze, come previsto dal modello. Ogni istituto, partecipante con almeno una classe, ha lavorato su azioni specifiche inerenti la vocazione principale della scuola, per comporre una filiera in grado di coprire il percorso dell'innovazione: dalla ricerca al prodotto/servizio sul mercato. La sperimentazione della multidisciplinarietà e della cooperazione tra le diverse classi, elementi ormai imprescindibili negli ambienti di lavoro, è stato uno degli aspetti rilevanti del modello che si è cercato di realizzare al meglio in AquilAir.

Gli enti e le aziende coinvolte
Il modello scolastico prevede la presenza di tutor professionali su ogni parte caratterizzante le attività. In particolare, accanto a FBK che ha seguito la realizzazione delle centraline, hanno partecipato come partner anche altre istituzioni del territorio quali il Gran Sasso Science Institute per la parte installazione delle centraline e contesto ambientale, l’Università degli Studi dell’Aquila per gli aspetti meteorologici e climatici e per l’analisi dei dati acquisiti, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia come supporto locale per la gestione del progetto e come tutor per le rilevazioni del gas Radon nelle Grotte di Stiffe. A tal proposito, vista la tipologia di rivelatori necessari, il progetto ha potuto contare sulla disponibilità di sistemi commerciali messi a disposizione dalla ditta Nuvap. Per la realizzazione del logo del progetto si è potuto beneficiare del supporto dell’Associazione Disegno Industriale (sezione Veneto e Trentino-Alto Adige), mentre i temi legati alla protezione della proprietà intellettuale e marchi sono stati affrontati dall’avvocato Paolo Oliva di Pisa. Infine, per lo studio del business plan il supporto è stato assicurato da Leonardo Benuzzi, innovation manager di Trento. 

Il progetto, supportato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, tramite l’Ufficio Scolastico Regionale, ha previsto metodologie didattiche innovative come il Cooperative Learning e il Problem Based Learning. Le attività hanno rappresentato quindi una buona pratica innovativa di PCTO, attraverso l’applicazione della sussidiarietà orizzontale con il mondo del lavoro, nonché una collaborazione in rete di quattro scuole. Il Direttore Generale, Massimiliano Nardocci, ha dichiarato “Le metodologie di lavoro hanno permesso di raggiungere ottimi risultati in termini di apprendimento, ma anche di lotta alla dispersione scolastica, poiché hanno incentivato il protagonismo studentesco e aumentato la motivazione”.

red/gp

(Fonte: Ingv)