Il recente maltempo e' responsabile di molte frane in tutta Italia

Moltissime frane interessano in quest'ultimo periodo il territorio italiano: alcune nuove, altre riattivate, alcune piccole altre gigantesche. La situazione è grave ed emergenziale in molte Regioni

Il maltempo di questo inverno ha attivato un numero elevatissimo di frane in tutto il Paese, alcune con dimensioni ridotte e altre molto ampie. In molti casi i grandi smottamenti hanno imposto l'evacuazione di diversi nuclei familiari dalle loro abitazioni.

In Liguria sono diverse le frane su tutto il territorio: nel genovese in particolare sei famiglie sono state evacuate pochi giorni fa nella frazione di Testana, nel Comune di Avegno, per uno smottamento che ha trascinato giù una rampa privata di accesso ad un condominio fino alla strada sottostante. Lo smottamento, secondo i Vigili del fuoco, ha un fronte di trenta metri circa. Il sindaco del comune ligure con un'ordinanza ha ordinato lo sgombero sia del condominio oggetto della frana sia di una seconda struttura che si trova nelle immediate vicinanze.
Sempre in provincia di Genova una grossa frana è caduta sulla provinciale 35 dei Giovi nel Comune di Isola del Cantone: si sono staccati dal versante massi anche di 5-6 metri cubi per un fronte franoso di oltre 25 metri.
Altra frana in territorio ligure interessa la frazione sanremese di Bussana, in provincia di Imperia. "Il carcere è in serio pericolo" comunica la segreteria regionale Sappe, Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, che lancia l'allarme ambientale per le condizioni della strada che conduce al penitenziario. Il Sappe il 26 febbraio ha fatto un sopralluogo in loco e ha scritto che "le condizioni sono preoccupanti e riteniamo parecchio a rischio tutti coloro che fanno transito e sulla strada per bussa e per raggiungere a vario titolo il penitenziario, infatti alle ore 13:00 abbiamo assistito a dei piccoli smottamenti del terreno".

Anche la Toscana è duramente ferita dalle frane. Una delle più preoccupanti interessa il territorio della provincia di Grosseto, sul monte Amiata alle porte di Roccalbegna. E' come se la collina stia camminando verso valle: la frana si muove ogni giorno tra i 4 e i 6 metri. Il cedimento è di 40 ettari di terreno e si è attivato il 14 febbraio scorso a causa delle abbondanti piogge. E' interessata dallo smottamento la strada provinciale Amiatana fino al ponte del torrente Armancione, completamente ricoperto di terra, fango e alberi sradicati. Per sicurezza la strada è stata chiusa e Roccalbegna è adesso semi isolato: per poter accedere al paese infatti vi è solo un'altra piccola stradina. Comune di Roccalbegna e Provincia di Grosseto sono al lavoro per risolvere il problema e mettere in sicurezza il versante.
In provincia di Pisa la situazione è abbastanza critica a Volterra, dove la Provincia stessa ha stanziato 890 mila euro per superare le emergenze sulla viabilità locale. Dopo le recenti ondate di maltempo infatti sono oltre 38 le situazioni di criticità e per mettere tutto in sicurezza servirebbero oltre 5 milioni di euro. Dei recenti stanziamenti 170 mila euro serviranno per i lavori di somma urgenza e 720 mila per gli interventi in corso di realizzazione e già finanziati.

In Emilia Romagna l'appennino continua a franare: in provincia di Parma e Piacenza sono molteplici le situazioni di gigantesche frane che stanno distruggendo il territorio da quasi un anno. Il comune di Tizzano, nel parmense, è dilaniato da frane che raggiungono anche un fronte di 3 km. Anche in Provincia di Reggio Emilia e di Modena l'appennino frana ad ogni pioggia: un esempio è Quercioli di Carpineti, dove si è registrata con il maltempo di inizio mese la riattivazione parziale di un movimento franoso lungo circa 400 metri.

In Lazio invece una delle situazioni più preoccupanti è quella di Monte Mario a Roma. Numerosi smottamenti stanno infatti interessando la collina da gennaio nelle zone tra la Panoramica, la Trionfale, la Cassia e Tor di Quinto, minacciando la stabilità di alcune case e lasciando strade chiuse.
Al lavoro assieme al Comune di Roma c'è anche il Ceri - centro di ricerca e prevenzione del rischio geologici dell'università di Roma - al fine di studiare il terreno e il giusto modo per metterlo in sicurezza. Tra le cause degli smottamenti ad ora sono stati individuate le sabbie e le argille che compongono il terreno, ma anche importanti opere di viabilità costruite negli anni passati proprio in questa zona della Capitale.


Redazione/sm