fonte foto: Lorenza Giuliani

Il rischio idrogeologico, tra passato e futuro

Un convegno, promosso da Unindustria nella propria sede di Bologna, ha analizzato venerdì scorso costi e benefici della prevenzione in ambito idrogeologico e l'importanza di poter contare su una comunità resiliente

Grazie alla presenza di esperti, tecnici, professionisti e aziende del settore, il convegno promosso da Unindustria "Preparare le comunità e il territorio al rischio idrogeologico" ha saputo mettere a fuoco - vemnerdì scorso - le priorità di cui il nostro paese ha bisogno, in ambito di prevenzione del rischio idrogeologico. Partendo dal cambiamento climatico in corso e prendendo in considerazione le misure di mitigazione finora utilizzate e quelle d'ora in poi disponibili, grazie ai maggiori stanziamenti assicurati dal governo e a una programmazione più lungimirante e di lungo periodo, i relatori hanno illustrato come da qui in poi si tenterà di arginare il rischio idrogeologico, in un Paese che è da sempre fortemente a rischio di dissesto.

Aperto da Paola Gazzolo, assessore della regione Emilia Romagna alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna, a cui è seguito l'intervento del Ministro dell'ambiente Gianluca Galletti, il convegno ha dato voce e spazio a Giovanni Menduni del Politecnico di Milano, a Mauro Grassi, Responsabile della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, all'ingegnere Armando Brath dell'Università di Bologna, che hanno affrontato temi come quello del "rischio residuale" e di come gestirlo, di come costruire una "cultura del rischio" e una "comunità resiliente", indispensabile per affrontare le emergenze e le loro conseguenze.

Il Ministro Galletti ha sottolineato come le risorse per affrontare le criticità ci siano e che il problema da affrontare, al momento, sia la "qualità della spesa" e i suoi tempi, che devono essere immediati seppur protratti nel tempo. E anche la Legge contro il consumo del suolo, al momento ferma al Senato, va nella direzione di un intervento efficace e lungimirante, rispetto alla fragilità del nostro territorio. Impegnata al raggiungimento di questi obbiettivi è la Struttura di missione #italiasicura.

E sugli stanziamenti che riguardano la prevenzione si è soffermato anche Mauro Grassi, evidenziando che mai come in questo momento le istituzioni hanno messo a disposizione risorse ingenti, che devono ora poter contare su una programmazione puntuale e mirata.

Alla tavola rotonda che ha seguito il convegno hanno portato il loro contributo Maurizio Mainetti (Protezione Civile Emilia Romagna), Carlo Cacciamani (Arpae), Gabriele Cesari dell'Ordine dei geologi, Pier Giorgio Giannelli dell'Ordine degli architetti, Guido Bernardi di Cae (azienda leader nell'ambito dei presidi non strutturali per monitorare le acque e contrastare il rischio idrogeologico), Paolo Pini di Anbi Emilia Romagna, e il senatore Stefano Vaccari.

Grazie a un dibattito ad ampio spettro e a un tempo qualificato e divulgativo, l'incontro ha messo a fuoco problematiche di estrema importanza per il futuro di un territorio, il nostro, che necessita interventi mirati, celeri e coerenti, che sappiano superare particolarismi, interessi di parte e lotta politica, per il bene delle generazioni che, da questi interventi, potranno trarre maggiore stabilità e sicurezza.

lorenza giuliani