Valentina Sommariva al lavoro

Il silenzio irreale e poi i suoni di chi è rimasto: prosegue la missione fotografica #sequenzasismica

"La prima cosa che ho pensato è stata che, in realtà, non avevo idea di cosa fosse un terremoto e che avrei avuto l'occasione per riflettere su tutto ciò che di solito viene dato per scontato. Cosa succede quando tutto ci viene a mancare improvvisamente? Da dove si può ripartire per ricostruire?"

"Sono arrivata nel Centro Italia attraversando paesi semi-distrutti, avvolti in un silenzio irreale. Ma, se ci si ferma ad ascoltare, all'interno di quel silenzio si può ricominciare a sentire i suoni della natura, degli animali, delle persone rimaste lì e che, di nascosto, rientrano nello loro case. C'è chi ha paura e non è più tornato dopo il terremoto e chi invece entra quotidianamente per raccogliere o ritrovare le proprie cose, anche se proibito".
É un nuovo punto di vista sulla realtà del terremoto italiano, quello di Valentina Sommariva, che fa parte della squadra di fotografi inviati da Fondazione Fotografia Modena in Emilia e nel Centro Italia, per documentare la vita quotidiana dopo il sisma. Milanese, nata nel 1986, Sommariva ha compiuto studi di architettura e design, oltre che di fotografia, che hanno sicuramente dato un'impronta specifica al suo lavoro. La relazione tra uomo e spazio abitativo, infatti, è spesso al centro delle sue opere video-fotografiche e la sua poetica vede intersecarsi tra loro temi sociali e estetici.

"La prima cosa che ho pensato quando ho iniziato questo lavoro - racconta Sommariva - è stata che, in realtà, non avevo idea di cosa fosse un terremoto: ne avevo soltanto sentito parlare sui media, ma non conoscevo nessuno che ne avesse davvero subito uno. Questa missione è stata quindi l'occasione per riflettere su tutto quello che di solito viene dato per scontato. Mi sono chiesta: che succede quando qualcosa ci viene a mancare improvvisamente? Da dove si può ripartire per ricostruire?".



L'esito della ricerca di Valentina Sommariva sarà esposto nella mostra 'Sequenza Sismica. Italia 2012- 2016', in programma a Modena il prossimo autunno, insieme alle ricerche degli altri sei colleghi internazionali selezionati per questo progetto da Fondazione Fotografia: Alicja Dobrucka (Polonia), Hallgerður Hallgrímsdóttir (Islanda), Naoki Ishikawa (Giappone), Tomoko Kikuchi (Giappone), Eleonora Quadri (Italia), Olivier Richon (Svizzera/Regno Unito).
In questo video le impressioni di Valentina Sommariva appena giunta sui luoghi del sisma:

 

Valentina Sommariva
nasce a Milano nel 1986, dove vive e lavora. Giornalista pubblicista, Laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano, nel 2008 studia Design alla Brunel University di Londra. Successivamente completa il Master biennale di Alta Formazione sull’Immagine Contemporanea di Fondazione Fotografia Modena. Lavora come fotografa di architettura d’interni e ritratti per l’editoria italiana e internazionale  e porta avanti progetti video/fotografici che si focalizzano principalmente sull’identità e la relazione tra uomo e spazio abitativo. Ha esposto in diverse mostre collettive , tra le quali si ricordano: 2014 – GE/14. Altro dalle Immagini, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; 2013 – Finalisti Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee, Villa Bardolini, Pieve di Soligo, Treviso; Principianti, Ex-Ospedale Sant’Agostino, Modena; Baessa 1310-Lagorai fotografato; ArteinContemporanea, Galleria 42, Modena; 2012 – Fotografia e parola, Galleria Ghigghini, Varese. Nel 2012 vince il Premio Riccardo Prina. La sua poetica vede intersecarsi tra loro temi sociali e estetici, focalizzandosi principalmente sull’identità e la relazione tra uomo e spazio abitativo.



Valentina Sommariva, Altrove,  2016 stampa digitale  50×70 cm ©Valentina Sommariva