fonte foto: Cnsas Piemonte

Il weekend del Cnsas in montagna

Lo scorso weekend i tecnici del Soccorso Alpino sono intervenuti per soccorrere alcuni motociclisti, escursionisti e scalatori in difficoltà sulle montagne di Veneto, Piemonte, Lombardia, Sardegna ed Emilia Romagna

Nel weekend appena trascorso i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico sono stati impegnati in diversi interventi in montagna.

Il Cnsas Piemonte, domenica, è stato chiamato per 3 interventi in parete. La prima chiamata è giunta presso la Centrale Operativa del Cnsas Piemonte alle ore 12.15 dalla Via Ferrata di Caprie (TO) dove una donna di 64 anni residente a Genova è precipitata riportando una sospetta frattura al braccio e una possibile lussazione alla spalla. L’intervento è stato effettuato con l’utilizzo dell’eliambulanza del 118 decollata da Torino da cui sono stati calati con verricello il tecnico di elisoccorso, medico e infermiere che, dopo aver stabilizzato la paziente, l’hanno caricata sul velivolo sempre con l’uso del verricello e condotta al CTO di Torino. Alle 14.35 un’altra chiamata di soccorso è stata effettuata dalla falesia di arrampicata in località Cascata della Pissa, Comune di Perosa Argentina (TO), per uno scalatore precipitato direttamente al suolo da circa 8 metri di altezza. L’intervento è stato gestito dall’eliambulanza di stanza a Cuneo-Levaldigi che ha raggiunto il luogo dell’incidente constatando le gravi condizioni del ferito. L’equipe medica con il supporto del tecnico di elisoccorso del Cnsas Piemonte lo ha stabilizzato, intubato e condotto al CTO di Torino in codice rosso. In seguito, alle ore 16.05 un’ulteriore chiamata è giunta presso la Centrale Operativa del Cnsas Piemonte dalla falesia di Montestrutto (TO) dove un arrampicatore di 42 anni residente a Sparone (TO) è precipitato al suolo da un’altezza di 6 metri riportando svariati traumi. Anche in questo caso è intervenuto l’elicottero del 118 di Torino con l’equipe sanitaria e il tecnico di elisoccorso. Il paziente è stato stabilizzato e condotto al CTO di Torino sempre a bordo dell’eliambulanza.

Sabato 13 maggio
, il Soccorso Alpino e Speleologico lombardo (Sasl) è stato allertato per un motociclista infortunatosi in località Monte di Lovere, sopra Bossico, nel territorio del comune di Costa Volpino (BG). L'uomo ha riportato la sospetta frattura del femore. Sei tecnici della VI Delegazione Orobica sono partiti a supporto dell'elicottero, che poi ha trasportato l'infortunato in ospedale.

Anche in Sardegna il Cnsas è stato impegnato nel recupero di un motociclista infortunato, nella giornata di sabato. L'uomo è stato recuperato lungo la strada per Girgini, nei pressi della localita Ruinas, del Comune di Villagrande Strisaili (OG). A. S, 58 anni di Carbonia faceva parte di un gruppo di motociclisti che percorreva un itinerario su strada sterrata particolarmente impervia quando, a seguito di una caduta, ha riportato un trauma alla spalla e alle costole e si è ritrovato in estrema difficoltà a risalire in sella al suo mezzo. Data l’impossibilità di essere raggiunto con i normali mezzi di soccorso, intorno alle 21:30 la Centrale Operativa del 118 ha allertato il Cnsas della Sardegna al fine di procedere al recupero dell’infortunato tramite i mezzi fuoristrada dotati di tutti i presidi sanitari. Sono intervenuti 8 tecnici delle Stazioni di Nuoro e Ogliastra che, dopo aver localizzato e raggiunto il gruppo di motociclisti, hanno provveduto a verificare le condizioni di salute dell’infortunato, stabilizzarlo e posizionarlo sulla barella per poi accompagnarlo con il mezzo fuoristrada fino al termine della strada sterrata. L’intervento si è concluso alle 23:55 con la consegna dell’infortunato all’ambulanza dei volontari di Lanusei per accompagnarlo nella struttura ospedaliera più vicina.

Il Soccorso Alpino dell'Emilia Romagna (Saer), domenica 14 maggio, è intervenuto tre volte. In mattinata i tecnici della stazione Monte Falco del Saer, attivati dalla centrale operativa del 118, sono intervenuti per soccorrere una donna scivolata nel bosco tra San Paolo in Alpe e la diga di Ridracoli, nel comune di Bagno di Romagna, in provincia di Forlì Cesena. Per individuare il punto esatto in cui si trovava l’infortunata (inizialmente non era contattabile telefonicamente) sono intervenute due squadre del Saer. Una volta individuata e raggiunta, la donna, una 78enne residente a Forlì, G. C. le sue iniziali, è stata stabilizzata, quindi trasportata con una barella al di fuori dell’area boschiva, fino al punto più vicino raggiungibile da una ambulanza. Ad assistere la donna anche il personale del 118 dell’ambulanza di Santa Sofia, che ha trasportato la 78enne all’ospedale Morgagni Pierantoni a Forlì per accertamenti. La donna ha riportato una sospetta frattura a un arto superiore. Dopo l’intervento della mattina, i tecnici della stazione Monte Falco sono intervenuti alle 15.30 per soccorrere un’altra persona in difficoltà in zona boschiva. L’intervento è stato richiesto per un uomo, che si trovava in escursione lungo il sentiero 409 insieme ad un gruppo, scivolato lungo un dirupo per circa 150 metri. L’escursionista, un 68enne di Montelupo Fiorentino, è stato raggiunto dalla squadra di terra e dal personale dell’elisoccorso. L’intervento, particolarmente complesso per la zona impervia e per il fitto bosco, è stato complicato dalla difficoltà di individuare un punto in cui poter utilizzare il verricello. L’uomo, con un trauma cranico e sospette fratture, è stato stabilizzato, trasportato tramite verricello a bordo dell’elicottero, quindi portato all’ospedale Bufalini di Cesena. Sul posto anche l’ambulanza. L’intervento, particolarmente impegnativo, ha richiesto circa 3 ore. I tecnici della stazione Monte Falco, poi, sono stati chiamati per un terzo intervento di soccorso, intorno alle 16.30. Una ragazza di 18 anni nata a Bologna e residente a Lido di Savio (Ravenna) ha accusato un malore lungo il sentiero che da San Paolo in Alpe (comune Santa Sofia) porta a Corniolo.

Il Cnsas Veneto ha soccorso una coppia di escursionisti in difficoltà. Attorno alle 11.30 di domenica il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Padova. Contattati al telefono, L.P., 43 anni, lui, e S.C.C., 42 anni, lei, entrambi residenti a Padova, avevano detto assai in ansia ai soccorritori di trovarsi sul Monte Venda (PD), incrodati senza potersi muovere. Poiché non erano però in grado di fornire indicazioni ulteriori, grazie all'applicazione di geolocalizzazione per smartphone la centrale di Torino del Cnsas è risalita alle loro coordinate Gps ed è così emerso che la coppia si trovava invece sul Monte Ceva. Una squadra di cinque tecnici si è avvicinata il più possibile con i mezzi, per poi proseguire a piedi una ventina di minuti. Superato un tratto attrezzato, anziché svoltare a destra, i due escursionisti erano andati dritti per qualche metro, finendo bloccati su una parete di roccia. Raggiunti dai soccorritori, sono stati assicurati ed aiutati a tornare sul sentiero e da lì accompagnati alla macchina. L'intervento si è concluso poco prima delle due.

red/mn

(fonti: Cnsas lombardo, sardo, veneto, piemontese, emiliano-romagnolo)