fonte foto: ESA

Immagini satellitari per la prevenzione delle calamità: lanciato l'ultimo satellite Copernicus


Dal progetto di Esa e Commissione Europea nuovi servizi gratuiti per imprese e cittadini: dimezzati i tempi per ottenere una fotografia dell'intero globo terrestre

Sentinel-2B, l'ultimo satellite europeo del progetto Ue Copernicus è stato lanciato con successo martedì 7 marzo alle 2:49 dal porto spaziale europeo della Guyana francese, grazie a un razzo di progettazione italiana. Si unisce al fratello Sentinel-2A, in orbita dal 23 giugno 2015. Ora la missione Copernicus Sentinel 2 è completa e permetterà di fornire dati ad alta risoluzione per la creazione di prodotti e servizi basati sulla tecnologia satellitare.
Il programma, promosso da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea per controllare lo stato di salute del pianeta e sviluppare nuovi servizi è in grado di fornire immagini satellitari di altissima qualità come base per cartografia terrestre e marittima di precisione. Le immagini saranno messe a disposizione di cittadini, imprese e istituzioni che vogliano realizzare strumenti di conoscenza del territorio gratuitamente e in modalità aperta e piena. Con il secondo satellite le tecnologie europee permetteranno dunque di realizzare una immagine dell'intero globo terrestre in appena 5 giorni, vale a dire la metà del tempo necessario finora. Per il vicepresidente di Copernicus Maroš Šefčovič "dopo la presentazione della strategia spaziale dell'UE, il lancio di quattro satelliti Galileo con Ariane 5 e i primi servizi di Galileo, ora è Copernicus ad aver fatto un grande balzo avanti. È un'ottima notizia per l'agricoltura, il clima e l'ambiente, la rilevazione dell'inquinamento idrico e la nostra capacità di far fronte alle calamità".
Da alcuni anni Copernicus sta contribuendo a salvare vite in mare, a migliorare la risposta europea alle calamità naturali (terremoti, incendi boschivi, inondazioni) consente agli agricoltori di gestire meglio i raccolti, e raccoglie dati dai satelliti per l'osservazione della terra, dalle stazioni terrestri e dai sensori in mare e aerei.
Tra le applicazioni esistenti vi è proprio quella del Centro di coordinamento delle risposte alle emergenze della Commissione europea (ERCC) che ha attivato il servizio di mappatura delle emergenze Copernicus dell'UE per la valutazione dei danni nelle zone più colpite dai terremoti in Italia centrale dall'agosto 2016. Oggi Copernicus elabora i dati e fornisce agli utenti informazioni affidabili e aggiornate su servizi divisi in sei aree tematiche: monitoraggio del territorio, monitoraggio marittimo, monitoraggio atmosferico, cambiamenti climatici, risposta alla gestione delle emergenze e sicurezza.

Red/fu